1 agosto 2021
Aggiornato 16:30
Il futuro del campione

Melandri sospeso tra la Superbike... e le auto

Da un lato la chance di correre con la Mv Agusta, se riuscirà a risolvere i problemi di budget. Dall'altro la tentazione di passare alle quattro ruote, con il Gran Turismo in Asia. Ecco come il pilota ravennate spera di non restare a piedi

MILANO – Guai a considerare spacciato Marco Melandri. Di alternative lui ne ha tante. «Vorrei continuare con le moto, che sono il mio ambiente naturale – confessa il pilota ravennate alla Gazzetta dello Sport – Ma in questi giorni ho anche maturato dei contatti con dei promoter asiatici che mi vorrebbero far correre in auto, a bordo delle GT3. Intanto mi alleno, vado spesso in fuoristrada. E vivo alla giornata in attesa di qualcosa che si muova». E qualcosa, in effetti, dal mondo delle due ruote nei suoi confronti si è mosso: la Mv Agusta, che da quest'anno è ritornata in veste ufficiale nel Mondiale Superbike e dalla prossima stagione ambisce a fare un ulteriore salto di qualità, lo ha chiamato nel ruolo di collaudatore di lusso. «Una volta superata la difficoltà iniziale, anche perché erano cinque mesi che non salivo in moto, mi sono trovato subito a mio agio sulla F4 – racconta lui – La moto ha un anteriore davvero buono e una ciclistica perfetta. Per il mio stile di guida è un mezzo davvero eccezionale. È stato un peccato non averci girato ancora».

La speranza Mv Agusta
Peccato che non sia ancora certo fino a quando proseguirà il suo impegno con la storica casa italiana, e soprattutto se si tradurrà in un ingaggio come pilota titolare: «Non so, non dipende da me. Di sicuro per me sarebbe bello poter partecipare a un progetto nuovo, che la casa varesina sta costruendo da zero. Non dimentichiamo che per loro si tratta della prima stagione ufficiale nel Mondiale Superbike. Per me sarebbe bello poter far crescere la moto e portarla nella Top 5 del campionato». Il problema è di budget, ma non solo: «L’importante è la motivazione, avere un’azienda che abbia voglia di fare – aggiunge ai microfoni di GP One – Non mi importa che si parta per vincere o per fare decimo, ma che si vada in pista sapendo di avere dato il massimo, vale sia per me che per la squadra. Ho trovato gente che non conoscevo ma molto preparata. La moto non è vincente, ma credo che abbia più potenziale di quello che ha mostrato fino adesso e mi aspettavo. Sarei pronto a mettermi in gioco e provare a ripartire. Il problema principale a oggi è trovare i soldi».

Il flop Aprilia
La fine dell'anno, però, è anche e soprattutto tempo di bilanci. E il suo, che Marco Melandri ha tracciato proprio in occasione della consueta festa di Natale della Nolan, non può che riportarlo alla fallimentare esperienza in MotoGP con Aprilia a inizio stagione: «Non sono pentito. Purtroppo non sono riuscito ad esprimere il mio potenziale e ho fatto il mondiale controvoglia, nonostante avessi un accordo per correre ancora in Superbike e l’evoluzione dell’Aprilia in realtà non sia mai avvenuta. Per me è un dispiacere essere arrivato a questo punto, in questa situazione spiacevole, per responsabilità non mie. Credo che vadano ricercate in Aprilia».