6 giugno 2020
Aggiornato 16:00
Il campione romano continua a stupire

Dopo l'impresa del podio a 44 anni, Max Biaggi non si ferma

Neanche il tempo di festeggiare il suo ottimo rientro in Superbike, che il Corsaro già pensa ai piani futuri: «Per ora basta correre. Ma se la Aprilia avesse un progetto al top, potrei fare il team manager della squadra»

ROMA – Missione compiuta. A quarantaquattro anni, l'eterno Max Biaggi è tornato sul podio, già nel suo secondo weekend di gara dopo ben tre stagioni di stop. E non solo ha migliorato il record di pilota più vecchio salito sul podio del Mondiale Superbike, ma ci è addirittura riuscito a dispetto della spalla sinistra lussata in una caduta durante i test della settimana precedente, che lui stesso non aveva voluto svelare. «Una pedana mi ha tagliato il polpaccio costringendomi a mettere tre punti di sutura – ha raccontato a GP One solo a gare concluse – Facevo molta fatica nei cambi di direzione, ed anche in staccata non riuscivo a frenare come gli altri, ma non ho detto niente perché non volevo dare l’impressione di accampare scuse».

Peccato per gara-2
Nessuna scusa, Max, perché alla fine il sogno del podio si è avverato, in gara-1. E nella seconda manche sarebbe arrivato anche il bis se non ci si fosse messo di mezzo Tom Sykes a speronarlo alla prima curva. «Peccato per il contatto, ma il passato è passato – prosegue – Sono molto più contento che amareggiato. Il bilancio del weekend è fantastico, la delusione è passata in fretta. Mi sento orgoglioso quasi come se avessi vinto un Mondiale. Quando ho deciso di rimettermi in gioco, tutti mi chiedevano ‘perché?’. Era partito tutto come una scommessa, per alzare l’asticella, ed il podio di oggi è come un sogno che si avvera».

Prospettive future
Dopo un fine settimana così esaltante, tornare a fare il semplice telecronista è difficile. Eppure il regolamento non permette di fare più di due apparizioni all'anno come wild card. E lo stesso Biaggi, ora, ha solo tanta voglia di ferie: «Andrò in vacanza con la famiglia: io, la mia compagna Eleonora e i piccoli Inès e Leon – rivela alla Gazzetta dello Sport – Anzi c'è anche la baby sitter, saremo al completo. Tre-quattro settimane lontano dalle moto e dai circuiti. Poi vedrò i programmi della Aprilia. Non sappiamo se la Superbike andrà avanti, e la nuova MotoGP che correrà nel 2016 non c'è ancora. Ho bisogno di obiettivi ben definiti per avere possibilità di scegliere». Un'alternativa, però, ci sarebbe: quella di tentare il ruolo di team manager della casa di Noale in Sbk: «Accetterei, se fosse un progetto al top. Kawasaki e Ducati hanno preso spazio, sono vincenti. Per recuperare terreno non basterà poco, serve il massimo impegno dell'azienda. Ma sarebbe una sfida bellissima. Ci vorrebbe una moto nuova già pronta per il 2016 e cominciare a lavorare subito per tornare a vincere. Messa in questi termini, la cosa potrebbe interessarmi». Anche a quarantaquattro anni, del resto, Max Biaggi ha dimostrato di avere ancora molto da insegnare ai suoi più giovani colleghi.

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