6 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Il CONI taglia i contributi, il calcio si ribella

Dura presa di posizione delle principali istituzioni calcistiche nazionali nei confronti dei tagli annunciati dal Coni. Il presidente della Lega Beretta: «A rischio l’attività di base». La risposta del numero 1 del Coni Malagò è lapidaria: «È da tanto tempo che ne parliano, il calcio ha sottovalutato il problema».

ROMA - E adesso come la mettiamo con la questione del taglio dei contributi al calcio da parte del Coni? Secondo Giovanni Malagò, presidente della principale istituzione sportiva nazionale, l’errore alla base è di tutto il movimento calcistico italiano: «Il calcio fa bene ad essere preoccupato perchè i numeri sono assolutamente chiari in questo senso. Al tempo stesso, penso che il calcio abbia tutti i presupposti per dimostrare che si possa fare in futuro qualcosa di più e di diverso. Il problema è che questo argomento non è nato questo fine settimana, quando si sono intensificati gli incontri e le telefonate. Si tratta di un discorso partito poco dopo il mio insediamento e che per un anno è stato alla portata di tutti, molto chiaro ed evidente. Credo che da questo punto di vista, da parte delle istituzioni calcistiche, si sia sottovalutato il problema».

BERETTA: TAGLI CONI COMPROMETTEREBBERO ATTIVITÀ BASE – Sarà, ma intanto l’universo pallonaro del ben paese è in piena fibrillazione e le parole dei suoi uomini di punta ne sono una testimonianza lampante. Maurizio Beretta, in veste di vice presidente vicario della Federcalcio, questa sera parteciperà ad una riunione in preparazione alla giunta del Coni di domani, che tratterà tra l'altro dei possibili tagli dei contributi al calcio. Ma intanto, a margine della presentazione delle carte "Calciatori Adrenalyn XL 2014-2015" della Panini, il presidente della Lega Calcio ha affrontato l’argomento caldo e ha esternato le sue preoccupazioni: «Si sta discutendo in questi giorni la redistribuzione. Si parla di una riduzione molto pesante per quanto riguarda solo il calcio. Credo che siamo in condizione di dimostrare che questi soldi comprometterebbero in maniera non marginale soprattutto il calcio di base».

A rischio ci sarebbero soprattutto i rimborsi spese per gli arbitri delle oltre 750mila partite all'anno che si giocano dalla categoria Promozione in giù. «Il calcio continua a contribuire a finanziare tutto il sistema dello sport italiano - ha aggiunto Beretta -. Credo sia opportuno riconsiderare questo orientamento cosi' penalizzante».

UVA: DAL ’48 IL CALCIO FINANZIA TUTTO LO SPORT - Dello stesso tenore le dichiarazioni del direttore generale della Federcalcio, Michele Uva, intervenuto ai microfoni di «Radio Anch'io Sport» sulla possibilità che il Coni riduca di circa 25 milioni di euro i contributi del calcio: «Il calcio italiano, dal '48 al 2003, ha finanziato con 18 miliardi di euro lo sport italiano. Le 422 medaglie olimpiche sono state totalmente finanziate dal calcio perchè c'era un rapporto diretto fra Totocalcio e contributi al Coni. Altri 18 miliardi di euro sono stati versati all'erario. Le squadre di serie A - ha continuato Uva - versano nel sistema circa un miliardo di euro fra tasse, Iva, Irpef e altro. Il calcio è l'unico sport che fornisce soldi alle casse dello Stato e una riduzione di questo tipo, a metà di una stagione sportiva, bloccherebbe attività istituzionali della Figc incidendo su settore giovanile scolastico, Aia, giustizia sportiva che costa 5 milioni alla Federazione».

MALAGÒ: ANALISI UN PO’ DATATA - Pronta la controrisposta del presidente del Coni Malagò: «E' una chiave di lettura un po’ datata, un'interpretazione che si riferisce a quando c'era il Totocalcio, con otto gare di serie A, tre di B e due di C, e sono anni che non c'è più quel Totocalcio.

Malagò comunque ha ribadito che i pochi soldi in più che il Coni ha rastrellato non sono certo destinati al calcio: «Quest'anno abbiamo risparmiato 2.920.000 euro setacciando tutto quello che si poteva: il Paese impone oggi questo tipo di impostazione. I suddetti risparmi verranno suddivisi tra sei, sette federazioni che avranno 130.000 euro, altre che avranno centomila e così via a scendere. Questi fondi - ha sottolineato Malagò - serviranno solo per migliorare l'impostazione della preparazione olimpica».

Il match di cartello tra calcio e resto dello sport nazionale è appena iniziato.