20 settembre 2019
Aggiornato 07:30
Londra 2012

Entusiasmo dei media per il «capolavoro» di Boyle

Quotidiani ed editorialisti britannici promuovono a pieni voti lo show di apertura dei Giochi olimpici, messo in scena ieri sera a Londra dal regista premio Oscar di «Trainspotting» e «The Millionaire» Danny Boyle. Il Guardian sulla Regina e 007: «Ora abbiamo davvero visto tutto»

LONDRA - Quotidiani ed editorialisti britannici promuovono a pieni voti lo show di apertura dei Giochi olimpici, messo in scena ieri sera a Londra dal regista premio Oscar di 'Trainspotting' e 'The Millionaire' Danny Boyle. Il 'Times' lo definisce un «capolavoro». «Avventuroso, pieno di fiducia, giocoso e divertente, pervaso da un forte senso della storia» scrive l'autorevole quotidiano inglese. Il columnist Simon Barnes aggiunge: «Londra ha rinunciato all'opzione di celebrare i giganti e i supereroi, il potere e la forza, e ha scelto invece di celebrare le persone».

«Brillante, sbalorditivo, folle e decisamente British» secondo il 'Telegraph'. «Ieri sera Danny Boyle è riuscito a catturare lo spirito, la storia, lo humour e il patriottismo di una nazione in attesa, strappando una cerimonia di apertura senza precedenti» decreta il quotidiano. Un po' più tiepida l'accoglienza del commentatore Andrew Gilligan, che definisce l'evento come «una discreta accozzaglia». «Penso ci sia stato qualcosa di grande e qualcosa di brutto - osserva il giornalista - Il resto avrà tratto in inganno gli spettatori all'estero (che sono il 95% dell'audience) mentre avrebbe dovuto abbagliarli».

Guardian: Ora abbiamo veramente visto tutto - Sullo stesso giornale, comunque, lo storico Tim Stanley osserva che lo spettacolo di Boyle ha «raccontato tante cose della storia britannica». «Lo show è stato complesso (o confuso) proprio come lo è l'identità britannica. Ma è stato anche spettacolare, bellissimo e divertente». Il Guardian rileva che il filmato con James Bond e la Regina ha «rappresentato uno degli apici della cerimonia di apertura dei Giochi del 2012 firmata da Danny Boyle, tumultuosamente inventiva». «Ora, grazie a Boyle - afferma il quotidiano - abbiamo veramente visto tutto».