18 novembre 2019
Aggiornato 22:30
Rugby

Bergamasco: Bisogna dimostrare che vittoria sulla Francia non è un caso

L'ala dell'Italia: «In Scozia sarà una battaglia molto dura. Loro non vorranno finire il 6 Nazioni con cinque sconfitte»

ROMA - Per dimostrare che la vittoria contro la Francia «non è stata una casualità», Mirco Bergamasco vorrebbe che la nazionale italiana di rugby acquisisca la «consapevolezza di avere i mezzi per poter scrivere altre pagine di storia». A due giorni dal 22-21 rifilato ai bleus sabato al Flaminio di Roma nella quarta giornata del 6 Nazioni, la prima vittoria sui francesi nella storia del Torneo, l'ala della nazionale italiana e del Racing Parigi, interpellata questa mattina da Radio Anch'io lo Sport, spiega che lo sguardo della squadra è già proiettato al match di sabato prossimo a Murrayfield contro la Scozia, per l'ultima giornata. «La Scozia ha dimostrato anche ieri contro l'Inghilterra di essere presente e che, come noi, paga i troppi errori commessi durante la partita», ha detto Bergamasco. «Sarà una battaglia molto dura, giocheremo da loro e non vorranno finire il 6 Nazioni con cinque sconfitte. Ma noi vogliamo finire con un risultato positivo il Torneo».

La Scozia si è arresa ieri per 22-16 a Twickenham ed è ultima in classifica. Anche l'Italia aveva perso, malamente, in casa dell'Inghilterra, travolta per 59-13 nella seconda giornata. «Un passo falso recuperato velocemente», ha però spiegato Bergamasco. «Perdere in quel modo non ci ha fatto bene, ma ci ha aiutato a capire che non era la vera Italia quella entrata in campo a Twickenham. Con la Francia abbiamo curato il dettaglio, abbiamo saputo crederci fino alla fine. È stata una partita importante dal punto di vista della fiducia, abbiamo capito che mantenendo il possesso e giocando palloni possiamo mettere in difficoltà chiunque. Stavolta il dettaglio ha sorriso a noi». E la vittoria sulla Francia ha anche altre implicazioni: «Abbiamo finalmente raccolto i frutti del lavoro iniziato tanti anni fa. C'è passione, voglia di lavorare e di crescere. Questo risultato positivo è una gioia che esplode, fa bene alla testa, allo spirito e a tutto il movimento italiano».