11 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Parla il ct dell'Under 21

Ferrara: un'altra occasione di crescita

Primo giorno da ct della nazionale: «Non è un passo indietro e non sono 'lippiano'». Avrà come vice Angelo Peruzzi

ROMA - «Dire che sono contento è poco, sono soddisfatto, ma anche sorpreso perché per la sostituzione di Casiraghi erano stati fatti molti nomi tranne il mio». Ciro Ferrara si presenta così nel suo primo giorno da ct della nazionale italiana under-21. «Ringrazio il presidente Abete, Albertini e Sacchi per avermi ritenuto adatto a questo ruolo, sono stato scelto per le mie qualità tecniche ed umane. E sono pronto per questa nuova avventura».

Oltre ad aver indossato per 43 volte la maglia azzurra, Ferrara è stato collaboratore di Lippi nell'Italia che ha vinto la Coppa del Mondo e all'inizio della seconda gestione da parte del ct campione del mondo, prima di passare sulla panchina della Juventus. Ma rifiuta l'etichetta di «lippiano»: «Non sono né un lippiano, né un sacchiano. Anche se ovviamente ho parlato con Lippi, l'ho chiamato io perché è una persona con la quale ho condiviso momenti bellissimi e a cui va tutta la mia gratitudine. Non mi ha dato nessun tipo di consiglio, ma era molto felice per la scelta della Figc».

Contratto fino al 2013 - Ferrara, che avrà in Angelo Peruzzi il suo vice, ha firmato un contratto fino al 2013: «Questa avventura - sottolinea - non è un passo indietro, nè un modo per ripartire dopo la parentesi alla Juve. E' un'occasione di crescita ulteriore. E' un ruolo delicato in un momento delicato del calcio italiano. Ho visto l'Under 21 giocare e sono convinto che ci sia materiale su cui lavorare, anche se questi giovani trovano poco spazio nei rispettivi club. Importante è la collaborazione con le società: faremo un a serie di incontri periodici, per confrontarci e cercare una linea di rapporto che porti ad un obiettivo comune e che miri alla valorizzazione dei giovani».