20 settembre 2019
Aggiornato 14:00

A Nibali la Vuelta. Primo italiano dal 1990

Il 25enne messinese, detto «lo Squalo dello Stretto», ha trionfato nel giro di Spagna: «Ho coronato un sogno»

MADRID - Lo statunitense Tyler Farrar (Garmin) ha vinto in volata la ventunesima ed ultima tappa della Vuelta di Spagna, una passerella da San Sebastian de los Reyes a Madrid per 85 km. Farrar ha battuto allo sprint il britannico Mark Cavendish (Columbia), che ha però così difeso la maglia verde quale miglior velocista, e l'australiano alla Davis (Astana).
La vittoria finale, ma questo lo si sapeva già da ieri, è andata a Vincenzo Nibali (Liquigas), che ha chiuso la corsa con indosso la maglia «roja» e 43sec. di vantaggio sullo spagnolo Ezequiel Mosquera (Xacobeo-Galicia) e 3'04 sullo sloveno Peter Velits (Columbia) terzo a 1'59.

Al settimo cielo Vincenzo Nibali dopo il successo alla Vuelta di Spagna. «Volevo e sognavo la vittoria di un grande giro - afferma il ciclista messinese - e ora posso finalmente sentirmi parte dell'elite del ciclismo. E' stata una Vuelta durissima, combattuta e sudata. Sono riuscito a conquistarla giorno dopo giorno, prestando attenzione a tutto: dagli abbuoni alla posizione in gruppo, dall'alimentazione ai finali di corsa. Gli ultimi giorni sono stati i più sofferti: sembrava che tutti mi corressero contro. La salita finale sul podio, infine, entra di diritto tra i più belli della mia vita. Sono emozionato e solo tra qualche giorno comprenderò appieno cosa significa aver vinto la maglia rossa. E' una stagione che si sta rivelando incredibile e che ancora non è finita - prosegue -. Da domani mi aggregherò alla comitiva azzurra pronto a partire per l'Australia. Sarà il mio primo Mondiale e sono pronto a viverlo da protagonista. Il ct Bettini mi conosce e io sono a disposizione. Tempo per rifiatare non c'è ma va bene così. Per qualche ora mi godrò la gioia del successo c on i compagni, fedeli amici che mi hanno supportato in maniera splendida, e con il resto della squadra. Siamo come una famiglia e sono convinto che questa unità sia la chiave dei nostri successi».