12 aprile 2024
Aggiornato 20:30
Tessera del tifoso

Assalto ultrà, Maroni: nessuna mediazione con i violenti

Lancio bombe carta e fumogeni contro il palco in cui parlava. Scontiri e agenti feriti. Abete: «Figc vicina al Ministro e alle Istituzioni»

BERGAMO - Doveva essere una serata di festa, a discutere di riforme e federalismo, con i ministri Tremonti, Calderoli e Maroni ieri sera sul palco dell Berghem Festival di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo. Ma l'intervento di un gruppo di alcune centinaia di ultrà dell'Atalanta, che ha lanciato fumogeni e bombe carta in direzione del palco nel quale stava parlando in ministro degli Interni Maroni, , provocando il ferimento di un agente della Digos e l'incendio di quattro auto, ha cambiato spostato l'attenzione del pubblico dalla politica la calcio. Gli ultrà, di cui cinque identificati e portati in questura, hanno voluto protestare contro l'introduzione della tessera del tifoso.

«L'atto degli ultrà è stato una sorpresa negativa. Ho dato la disponibilità a capire quali fossero le questioni che volevano porre - ha spiegato Maroni ai giornalisti al termine del dibattito - ma evidentemente non c'è la volontà di discutere, ma solo di fare un pò di casino. Prendo atto che, avvenuto quello che avvenuto, confermo la mia convinzione che ci sono i tifosi e ci sono i violenti. Nei confronti dei violenti non c'è la possibilità di mediazione. I violenti devono essere fermati ed è quello che faremo. La tessera del tifoso è uno strumento utile in questa direzione. Quello che è avvenuto fuori è stato molto grave. La violenza non è accettabile e giustificabile. Saranno presi provvedimenti seri nei confronti di chi ha fatto questi atti di violenza, su questo non c'è dubbio. E' chiaro che chi ha compiuto questi atti si può scordare di entrare negli stadi per molto tempo. Coloro che hanno compiuto questi atti di violenza - ha concluso il ministro - saranno identificati e colpiti duramente».

Solo ieri al Meeting di Rimini, Maroni si era detto «estremamente soddisfatto» per le oltre 521mila richieste di tessere per il tifoso e sicuro che i problemi tecnici verranno risolti a breve. Maroni si era detto «soddisfatto per come hanno risposto le società, la Lega Calcio, la Fgci e i tifosi». Questo «dimostra che i tifosi, quelli veri, che non hanno nulla da temere in un controllo per la sicurezza sono quasi la totalità. Chi protesta invece è un piccolo gruppo piuttosto refrattario alle regole, ma non ci faremo certo intimorire da questi piccoli gruppi molto rumorosi ma molto piccoli».

Abete: «Solidarietà al Ministro e alle Istituzioni» - Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha espresso la sua «massima solidarietà» al ministro Roberto Maroni, finito ieri al centro degli incidenti seguiti alla protesta contro la così detta «tessera del tifoso» inscenata dagli ultrà dell'Atalanta durante una festa della Lega Nord ad Alzano lombardo. «Chi attiva meccanismi di violenza si identifica come un soggetto che va allontanato dallo stadio», ha detto Abete intervento questa mattina alla trasmissione Uno Mattina Estate della Rai, sottolineando che questi episodi «fanno capire di fronte a chi siamo costretti a operare».
Detto poi che la Figc è ovviamente «al fianco delle istituzioni», Abete ha ammesso che il calo degli abbonamenti (20 percento) registrato proprio in coincidenza con l'attuazione del programma del ministero degli interni, può far parte del processo di crescita. «Il segnale non è positivo, ma il calcio deve adoperarsi per debellare la violenza, che rappresenta il vero problema», ha detto Abete. «E se bisogna pagare dei prezzi, ben venga anche una situazione negativa come il calo delle presenze agli stadi».