15 novembre 2019
Aggiornato 19:30

Il Ghana da Mandela, dopo lo choc arriva una gioia

Ieri la clamorosa eliminazione con l'Uruguay, oggi la visita all'ex presidente sudafricano

JOHANNESBURG - Il giorno dopo la devastante sconfitta contro l'Uruguay ai calci di rigore nei quarti di finale dei Mondiali di calcio, i giocatori del Ghana sono stati ricevuti oggi in casa dell'ex presidente e leader sudafricano Nelson Mandela e dalla sua ex moglie, Winnie Madikizela-Mandela. «E' stato come realizzare un sogno», ha detto Derek Boateng dopo l'incontro. «Lui è una leggenda, non c'é bisogno di spiegare cosa rappresenti». Il portiere Richard Kingson ha definito la visita come un «grandissimo privilegio, personale e per la squadra».

Mandela, ha rivelato il portiere, «ci ha indicato la strada per essere sempre delle brave persone e per avere sempre sotto controllo le cose». Prima della visita all'anziano leader, i giocatori del Ghana erano stati a casa di Winnie Madikizela-Mandela nella «nera» Soweto, dove sono stati accolti con tutti gli onori dalla popolazione. Nel match giocato ieri sera a Johannesburg, il Ghana era passato in vantaggio al 2' di recupero del primo tempo con Sulley Muntari, ma era poi stato ripreso da Diego Forlan al 55'. All'ultimo minuto dei supplementari, poi, Luis Suarez aveva respinto con le mani un tiro diretto in gol, guadagnandosi il cartellino rosso e concedendo il rigore al Ghana, mandato però contro la traversa da Asamoah Gyan.

Nell'epilogo dagli undici metri, poi, la condanna per quella che sarebbe potuta essere la prima squadra africana in semifinale nella storia dei Mondiali. «Sto bene, sto bene», ha replicato Gyan ai cronisti che gli chiedevano il suo stato d'animo dopo l'errore dal dischetto. «Non sto benissimo», ha invece detto l'interista Muntari. «Il signor Mandela e sua moglie ci hanno però regalato qualche momento di gioia».