27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Processo calciopoli

Milan: con nuove telefonate si aprono scenari diversi

E' il parere di Leandro Cantamessa, legale della società: «Telefonate di contenuto molto modesto»

ROMA - Le intercettazioni telefoniche emerse recentemente nel quadro del processo di Napoli avrebbero portato, nel 2006, a delineare «uno scenario diverso». E' il parere di Leandro Cantamessa, consigliere d'amministrazione del Milan e legale del club rossonero nel corso dei processi sportivi per lo scandalo Calciopoli, costate sanzioni alla società, all'amministratore delegato Adriano Galliani e all'allora addetto agli arbitri Leonardo Meani. Secondo Cantamessa le intercettazioni portate alla luce dai legali di Luciano Moggi «sono di contenuto molto modesto, ma si tratta comunque di telefonate».

CONVERSAZIONE GALLIANI-MEANI - Tra le 74 intercettazioni selezionate dalla difesa di Moggi e disponibili in versione audio su numerosi siti di testate giornalistiche nazionali, figura una conversazione tra Galliani e Meani in cui si parla di «controllo» sul settore arbitrale. Meani dice a Galliani: «Ho saputo che lei ha già parlato con Puglisi (un guardalinee; ndr)«. Galliani: «Stamattina, sì«. «Perché mi ha chiamato...«, ribatte Meani, interrotto da Galliani: «Va bene, va bene«. Meani quindi domanda il permesso di Galliani per una manovra nel settore arbitrale: «Volevo chiederle. E' possibile, posso spingere con Lanese per mettere due persone nelle commissioni dilettanti e di C?«. Galliani dopo una pausa sembra rispondere «spinga«. Meani spiega: «Perché se abbiamo un po' di controllo anche nelle categorie inferiori è meglio«. Galliani annuisce: «Va bene va bene, spinga. Sono gente di fiducia?«. Meani risponde affermativamente: «Uno è Marano, tra l'altro è siciliano e non destiamo alcun sospetto. E' quello che ha fatto il guardalinee in Serie A per tanti anni. Va bene dottore?«. Galliani annuisce: «Spinga allora«. Meani: «Allora spingo come un pazzo«.