14 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

In tv «Kill the referee», Euro 2008 visto dagli arbitri

Film-documentario ha seguito 5 «fischietti» come in un reality

MILANO - Un film-documentario capace di rendere tutti gli appassionati di calcio un po' più indulgenti nei confronti della classe arbitrale. E' Kill the referee (in italiano «Uccidi l'arbitro«), lungometraggio del francese Yves Hinant presentato al festival di Locarno, che verrà mandato in onda su Mediaset Premium domenica 15 novembre alle 21. Il regista francese ha seguito, come in un reality show, cinque arbitri internazionali durante i campionati europei del 2008 in Austria e Svizzera. Un'esperienza arbitrale talmente all'insegna della tensione che per l'inglese Howard Webb si trasformò in un incubo. Un rigore fischiato al 93mo minuto in Austria-Polonia a favore dei padroni di casa gli costò infatti minacce di morte su Internet da fanatici tifosi polacchi e le critiche pubbliche del primo ministro di Varsavia Donald Tusk.

Ansia, fatica, parolacce, competizione con i colleghi, capacità di sdrammatizzare e quella di tenere le briglie della partita per novanta minuti senza farsi mettere nell'angolo dai giocatori. C'è tutto in questo documentario sul calcio che, per la prima volta, non punta però le telecamere sui giocatori, ma sui «fischietti» e sulle loro famiglie. Persone come tante altre, con le proprie vanità e ambizioni, ma che più di tutto vogliono essere capiti dal pubblico, anche quando sbagliano.

Grazie ad alcuni microricevitori e auricolari vengono fatti ascoltare i dialoghi concitati tra arbitri, giocatori, guardalinee a quarto uomo. Si può assistere alla genesi delle difficili decisioni che vengono prese in campo in pochi secondi. Oltre ai microfoni ci sono le telecamere, che svelano i riti scaramantici pre-partita negli spogliatoi e le pressioni subite durante l'intervallo. Obiettivi e microfoni che si infilano perfino nelle camere d'albergo dove i «fischietti» passano il tempo libero tra i colleghi. C'è poi la partita vista dai parenti e casa, orgogliosi fino al punto di tifare contro la propria nazionale.

Uno dei cinque protagonisti e l'italiano Roberto Rosetti, vincitore della competizione interna per arbitrare la finale, che si consola così per la sonora sconfitta degli azzurri per 3-0 da parte dell'Olanda. Tutto il contrario dello spagnolo Mejuto Gonzalez la cui nazionale vince il torneo, ma che non riesce a nascondere la delusione per non essere riuscito a dirigere la partita più importante. Il film ci mostra anche le immagini dell'arbitro svizzero Massimo Busacca che è talmente concentrato sull'azione di gioco da irritarsi in modo molto colorito con il quarto uomo perché lo avvisa durante la partita dell'arrivo di un temporale. Presto lo vedremo sulle reti Mediaset come ospite. I vertici del Biscione non escludono di trasmettere il film anche sulle reti in chiaro.