18 giugno 2021
Aggiornato 17:30
«Scelta scandalosa, ora Zomegnan spieghi»

Simeoni fuori dal Giro d'Italia

Campione italiano: «Solo da noi può accadere una cosa del genere»

ROMA - Una scelta «scandalosa» che «poteva accadere soltanto in Italia». E' sorpreso e amareggiato Filippo Simeoni alla notizia che la sua squadra, la Ceramica Flaminia, non è stata invitata al Giro d'Italia. Oggi Rcs Sport ha comunicato che la 22.ma formazione a prendere parte alla prossima corsa rosa, al via il 9 maggio da Venezia, sarà la Fuji Servetto, lasciando definitivamente a casa la squadra del campione italiano Simeoni.

«Ci ho sperato fino alla fine, ancora non ci credo», ha commentato Simeoni raggiunto telefonicamente da Apcom. «Confidavo nello spirito nazionalista degli organizzatori, nell'italianità. Penso che solo in Italia possa succedere una cosa del genere. Credo - ha sottolineato - che si tratti di una decisione scandalosa. Non so proprio perché gli organizzatori abbiano fatto questa scelta, la mia squadra meritava. Oggi Caruso si è piazzato terzo nella tappa in Trentino, abbiamo una squadra competitiva che poteva fare molto bene. Sono rammaricato, deluso, è una scelta che non comprendo e che è davvero molto criticabile».

Una scelta destinata a far discutere anche perché coincidente con la prima presenza al Giro di Lance Armstrong, il campione texano con cui il tresettenne bergamasco ebbe a che fare in una lunga vicenda giudiziaria con il doping sullo sfondo e che nel 2004, al Tour de France, negò per ripicca con la sua squadra la vittoria di tappa a Simeoni. «Per quello che mi riguarda - ha spiegato ancora il campione italiano - è una scelta inspiegabile ed è Zomegnan (il direttore della corsa, ndr) che deve dare una spiegazione credibile adesso. Noi come squadra avevamo tutti requisiti, corridori competitivi come Caruso che in salita è molto forte e poi io come campione italiano... Penso davvero che molti appassionati di ciclismo saranno delusi». E se a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, Simeoni reagisce con un sorriso amaro: «Non lo so, ma in questo mondo è sempre peggio...».