15 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Pericolo sepsi

Medici dicono che la figlia è sana, ma muore di sepsi. Il «mea culpa» dell’ospedale

Una morte tragica ed evitabile quella di una splendida bambina di 6 anni. Le scuse dell’ospedale e l’amarezza dei genitori

Muore di sepsi ma i medici pensavano fosse sana - foto rappresentativa
Muore di sepsi ma i medici pensavano fosse sana - foto rappresentativa Shutterstock

Le foto pubblicate dal quotidiano Metro, mostrano il volto di una bambina di 6 anni, bella e sempre allegra. Un volto che ora ha lasciato spazio a un grande vuoto e tanta amarezza perché Coco Bradford – questo il suo nome – è morta a causa di mancate osservazioni mediche. Era stata giudicata sana e invece stava morendo lentamente di sepsi. Pare infatti che una serie di errori abbiano portata al suo tragico decesso – probabilmente evitabile. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

Va tutto bene?
La vicenda di cui stiamo per parlarvi è accaduta a luglio dell’anno scorso, ma solo ora l’ospedale in cui è morta la piccola si è scusato ufficialmente per gli errori commessi. Il Royal Cornwall Hospitals NHS Trust (RCHT) ha dichiarato che durante l’accaduto sono stati commessi errori nella diagnosi e un ritardo nell’intervenire su Coco, residente in Cornovaglia. Nel rapporto sono state elencate anche 13 raccomandazioni per evitare episodi simili in futuro.

Opportunità mancate
«Ci sono state numerose opportunità mancate che riteniamo avrebbero aumentato significativamente le sue possibilità di sopravvivenza», spiegano i responsabili del Royal Cornwall Hospitals. «Dopo aver letto per intero il rapporto finale sulla morte di Coco, che è stato estremamente angosciante e in realtà un ulteriore onere da sopportare, siamo sconvolti dal livello e dalla portata dei fallimenti che ci sono stati dal momento in cui Coco è entrata a Treliske Martedì 25 luglio», raccontano i genitori Luke e Rachel Bradford.

Una vita strappata
«La nostra bella, piccola ragazza non ha avuto alcuna possibilità. Nel luglio dello scorso anno, Coco stava vivendo la sua miglior vita di sempre. Era felice, sana e assolutamente amante della vita. Adorava imparare - amava davvero tanto imparare - adorava la spiaggia, nuotava, mangiava cioccolato e ascoltava musica, sempre, specialmente Justin Bieber e Little Mix», continuano i genitori. «Poi Coco si ammalò e, a causa delle molteplici mancanze di alcuni membri del personale di questo ospedale, morì otto giorni dopo il primo incontro e non riuscì mai a vivere la vita che meritava».

Non è colpa dell’autismo
La mamma era molto arrabbiata perché i medici, inizialmente, aveva dato colpa a Coco e al suo autismo invece di capire che stava male davvero. «Sono estremamente arrabbiata per la discutibile onestà di alcuni medici e per la loro incapacità di richiamare informazioni anche se documentate. Ci hanno trattato con indignazione e arroganza e ci hanno detto che non erano preoccupati per Coco e che lei stava bene, ma in realtà non lo era. Stava morendo davanti ai nostri occhi», continua Rachel. «Non posso e non perdonerò mai quelle persone che riteniamo essere responsabili della morte di Coco. Loro sanno chi sono e dovrebbero vergognarsi di se stessi. Per poi, in seguito, scoprire che hanno incolpato Coco, il suo autismo e dall'essere poco collaborativo. Abbiamo costantemente messo in discussione le loro azioni, abbiamo chiesto aiuto per alleviare il dolore a Coco. Ci hanno trattato con indignazione e arroganza».

Un effetto devastante
«La morte di Coco ha avuto un effetto devastante su tutti noi: era assolutamente la persona più preziosa della nostra famiglia e, per me, era e continua ad essere l'amore assoluto della mia vita. Non posso venire a patti con la sua morte e mi ha spezzato mentalmente, fisicamente ed emotivamente, semplicemente non posso esprimere a parole come mi faccia sentire la perdita di Coco. Ho trascorso quasi ogni giorno con lei per sei anni e mezzo, amandola, prendendomi cura di lei, proteggendola e lottando per lei. Significava e significa ancora tutto il mondo per me». Coco è entrata il 25 luglio in ospedale e deceduta il 31.

Le scuse non servono
A presiedere l'incontro tra l’ospedale e i genitori è stata la direttrice non esecutiva di RCHT: «So di parlare per l'intero consiglio dicendo che siamo molto dispiaciuti. Per essere onesti, sto lottando per trovare parole abbastanza importanti per poter chiedere scusa. Impareremo da cosa è successo a Coco. Anche se mi rendo conto che questo non renderà la perdita meno dolorosa», conclude Sarah Pryce.