20 giugno 2021
Aggiornato 15:00
Attacco cardiaco

Salvare una vita da un arresto cardiaco si può. Ecco come nella Giornata mondiale di sensibilizzazione

Molte le iniziative per il World Restart A Heart Day. Al Colosseo la realtà virtuale per rianimare il cuore. C'è anche un app dedicata

A partire da quest’anno Il 16 ottobre si celebra il ‘World Restart A Heart Day’, ossia il giorno mondiale di sensibilizzazione sul tema dell’arresto cardiaco che vedrà iniziative in tutto il mondo con il patrocinio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Gli appuntamenti
In questa occasione, i ricercatori e i volontari di IRC, Italian Resuscitation Council, saranno all’interno del Parco Archeologico del Colosseo a Roma, dalle 10:00 alle 17:00 per informare sulle manovre salvavita con dimostrazioni pratiche e con la novità della realtà virtuale: sarà possibile simulare in 3D e in modo realistico una corretta procedura di rianimazione. I ricercatori e i volontari di IRC saranno accompagnati dai volontari della Fondazione ‘Giorgio Castelli’, che ha formato alla rianimazione cardiopolmonare gli addetti del Parco Archeologico del Colosseo a Roma e donato 11 defibrillatori all’intera area. E’ prevista anche la partecipazione di volontari dell’ANPAS, della Croce Rossa Italiana, di Conacuore e di altre associazioni.

Realtà virtuale e un’App ad hoc
La realtà virtuale per la rianimazione e la app ‘Un picnic mozzafiato’, una fiaba interattiva per bambini, per apprendere cosa si dovrebbe fare in caso di arresto cardiaco e di ostruzione delle vie aeree, sono tra i progetti innovativi di divulgazione portati avanti da IRC, Italian Resuscitation Council, associazione senza scopo di lucro impegnata in attività di ricerca medico-scientifica e formazione che dal 2013 promuove. ‘VIVA! la settimana per la rianimazione cardiopolmonare’. Durante la settimana che quest’anno è dal 15 al 21 ottobre, saranno organizzati incontri e dimostrazioni pratiche in tutta Italia.

L’infarto killer
Ogni anno 400mila persone in Europa, 60mila in Italia, muoiono per arresto cardiaco improvviso; molte di loro potrebbero avere maggiori possibilità di salvezza se soccorse tempestivamente e adeguatamente. Se le persone che si imbattono in una vittima di arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare prima dell’arrivo dell’ambulanza, le possibilità di sopravvivenza aumenterebbero di 2-3 volte. Oggi solo nel 15% dei casi viene eseguita la rianimazione prima dell’arrivo dei soccorsi. Se la percentuale aumentasse dal 15% al 50-60% si potrebbero salvare 100mila persone ogni anno.

Come si può salvare una vita
«Vogliamo anche quest’anno attrarre l’attenzione per spiegare come alcune semplici azioni, eseguibili da chiunque, possono salvare la vita di chi è colpito da arresto cardiaco – spiega Andrea Scapigliati, presidente di Italian Resuscitation Council e dirigente medico dell’Unità operativa di cardioanestesia e terapia intensiva cardiochirurgica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli – Per questo la nostra associazione è molto impegnata nella formazione e nella divulgazione: solo nell’ultimo anno abbiamo realizzato oltre 10.000 corsi di formazione rivolti a quasi 130.000 partecipanti tra operatori sanitari e persone comuni con particolare attenzione al mondo della scuola».
«VIVA! rappresenta un’ottima occasione di sensibilizzazione per la popolazione nei confronti della cultura del primo soccorso e delle buone pratiche di rianimazione, cultura di vita e di attenzione ai bisogni primari del prossimo», aggiunge Vincenzo Castelli, presidente della Fondazione Giorgio Castelli onlus e dirigente medico della Unità di Medicina interna dell’Ospedale Vannini di Roma. Per favorire la diffusione delle manovre salvavita, cioè il massaggio cardiaco, le ventilazioni di soccorso e la defibrillazione precoce, IRC ha creato un nuovo strumento che utilizza la realtà virtuale indirizzato non solo agli operatori sanitari ma anche alla gente comune e agli alunni delle scuole. Indossando il caschetto della realtà virtuale è possibile infatti simulare un primo soccorso su una vittima di arresto cardiaco.