18 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

Influenza, ecco come si diffonde a macchia d’olio nelle città

Gli scienziati hanno rivelato come fanno il virus dell’influenza e la malattia a diffondersi rapidamente e a macchia d’olio nelle città e nei paesi

Influenza stagionale
Influenza stagionale (Rido | shutterstock.com)

Quando arriva il virus dell’influenza, nel giro di breve tempo si diffonde a macchia d’olio tra le persone. La malattia inizia infatti a colpire sempre più individui e diviene presto una vera e propria epidemia, a cui pochi riescono a scampare. Ma come avviene questa diffusione incontrollata e rapida dell’influenza? Alla domanda hanno tentato di dare risposta i ricercatori dell’Oregon State University a Corvallis, guidati dal dottor Benjamin Dalziel.

Stagioni influenzali sempre più virulente e pericolose
Il team di ricerca ha voluto affrontare il tema della diffusione e incidenza dell’influenza dopo che hanno osservato come negli ultimi anni questo virus, e la relativa malattia, siano divenuti sempre più virulenti e persistenti nel tempo, tanto da segnare un record nell’autunno/inverno 2017-2018 quanto a durata e pericolosità dell’epidemia – che ha fatto segnare oltre 80mila morti soltanto negli Usa.

Incertezza annuale
Ogni anno, si sa, l’influenza si presenta puntuale all’appuntamento. Tuttavia, e nonostante siano secoli che questo avviene, gli scienziati non sono in grado di prevedere in anticipo quale reale impatto avrà sulla popolazione. Recenti studi hanno provato a chiarire quali siano i fattori che ne determinano la durata, l’ampiezza e anche la precisa cronologia del contagio. A questo riguardo, si è puntato l’indice su condizioni come l’indebolimento del sistema immunitario durante la stagione fredda, l’aumento dei contatti tra le persone in ambienti chiusi e affollati determinato dal freddo, nonché il minore livello di umidità che vi è nei climi temperati durante la stagione fredda. Tuttavia, il reale impatto di questi fattori non è mai stato determinato.

Lo studio
Gli scienziati guidati dal dott. Dalziel hanno analizzato i dati settimanali di incidenza dell’influenza stagionale relativi ai ricorsi alle cure mediche dei cittadini statunitensi tra il 2002 e il 2008. Le aree analizzate erano 600 e di diverse dimensioni. I darti raccolti sono poi stati incrociati con quelli relativi ai luoghi di residenza e alla rete di trasporti pubblici.

La diffusione dell’influenza
In base a quanto emerso dall’analisi statistica, pubblicata sulla rivista Science, il virus e la malattia dell’influenza si diffondono in modo diverso nei centri urbani con quartieri densamente popolati e collegati da sistemi di trasporto più organizzati. Nelle grandi città, o metropoli, i casi d’influenza si moltiplicano a dismisura e molto velocemente nei mesi invernali, partendo già elevati nelle fasi inziali della stagione fredda e rimanendo altrettanto elevati anche nelle fasi finali, nonostante le condizioni climatiche non siano più quelle ottimali per la trasmissione del virus. A differenza di quanto avviene nelle grandi città, in quelle più piccole e nei paesi, i casi d’influenza sono spesso concentrati in brevi periodi soltanto durante il picco della stagione influenzale.

Il fattore determinante
Secondo l’analisi, a fare la differenza sarebbero fattori climatici e ambientali, come il grado di umidità. Uno dei principali fautori della maggiore diffusione dell’influenza in una città sarebbe l’umidità. I ricercatori ritengono che quando quest’ultima diminuisce, le particelle di Flugge, ossia le goccioline di saliva disperse per esempio con gli starnuti o la tosse dalle persone infette, rimangono nell’aria più a lungo. Per gli scienziati, le variazioni locali di umidità nelle diverse aree analizzate hanno contribuito a determinare gli schemi di contagio dell’influenza, causando epidemie più vaste e persistenti nelle città caratterizzate da variazioni maggiori di umidità. L’impatto dell’umidità era più evidente nelle grandi città caratterizzate da una maggiore densità della popolazione e una maggiore interazione tra queste.

Cambiare atteggiamento mentale
«Il risultato – ha scritto Jacco Wallinga del National Institute for Public Health and the Environment a Bilthoven, nei Paesi Bassi, in un articolo di commento allo studio – implica un cambiamento di atteggiamento mentale al controllo dell’infezione. Invece di avviare Campagne che hanno come obiettivo il largo pubblico, si potrebbe ottenere un beneficio da un approccio più mirato sulle piccole città o su specifiche aree metropolitane: le statistiche potranno aiutare a identificare quali luoghi richiedono una maggiore capacità di affrontare i picchi di contagio dell’influenza».