16 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

I cani da pet therapy possono far male ai bambini

Uno studio dimostra che i cani per la per therapy possono diffondere dei superbatteri che attaccano i bambini, specie negli ospedali
Pet Therapy e super batteri
Pet Therapy e super batteri (Monkey Business Images)

I cani da terapia o pet therapy possono portare più gioia e conforto ai bambini ospedalizzati.  Tuttavia, si è scoperto che possono anche portare con sé germi pericolosi. I medici del Johns Hopkins Hospital di Baltimora (Usa) già sospettavano che i cani potessero rappresentare un rischio di infezione per i pazienti con un sistema immunitario indebolito. Così hanno condotto alcuni test quando tre cani – Pippi, Poppy, Badger e Winnie – che sono utilizzati da molto tempo nei reparti dell’ospedale, hanno visitato 45 bambini che erano sottoposti al trattamento del cancro. Da qui, la sgradita sorpresa.

Il pericolo batteri
I medici dell’ospedale dopo aver condotti i test hanno scoperto che i bambini che passavano più tempo con i cani avevano una probabilità 6 volte maggiore di essere infettati da batteri resistenti – o superbatteri – rispetto ai bambini che passavano meno tempo con gli animali. Inoltre, lo studio ha rivelato che lavare i cani prima delle visite e usare salviettine speciali mentre sono in ospedale ha per fortuna evitato il rischio di diffondere quei batteri.

Potenziali agenti infettivi
Lo studio non è ancora stato pubblicato, ma i risultati sono stati presentati venerdì scorso durante un meeting scientifico tenutosi a San Francisco. Questi risultati, ha spiegato un funzionario della sanità Usa, si vanno ad aggiungere alla comprensione crescente che, mentre le interazioni con animali domestici e animali da terapia possono essere utili, possono anche comportare dei rischi. «Che siano ricoperti di pelliccia, piume o scaglie, gli animali hanno il potenziale per trasportare germi che fanno ammalare le persone», ha aggiunto il dottor Casey Barton Behravesh dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

La pet therapy
La terapia con gli animali: cani, gatti, cavalli ecc. si sa che può aiutare le persone a riprendersi da una serie di problemi di salute. Studi precedenti hanno dimostrato che cani o altri animali possono alleviare l’ansia e la tristezza, abbassare la pressione sanguigna e persino ridurre la quantità di farmaci che alcuni pazienti devono assumere. Tuttavia, poiché sono stati segnalati episodi di MRSA (lo Stafilococco aureo resistente all’antibiotico meticillina) portato dai cani da terapia dall’aspetto sano, i ricercatori hanno voluto approfondire la questione. I sanitari hanno ricordato inoltre che lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina spesso vive sulla pelle senza causare sintomi. Ma può diventare più pericoloso se entra nel flusso sanguigno, distruggendo valvole cardiache o provocando altri danni di salute. I funzionari della sanità hanno collegato l’MRSA a ben 11mila morti all’anno soltanto negli Stati Uniti.

I casi di MRSA nei bambini
Per questo studio dell’ospedale di Baltimora sono stati presi in esame 45 bambini che hanno interagito con i quattro cani da pet therapy, abbracciandoli, nutrendoli o giocando con loro in oltre 13 visite dal 2016 al 2017. Gli esami a cui sono stati sottoposti i piccoli pazienti hanno rivelato che, tra i bambini che non erano affetti dall’MRSA prima dell’interazione con i cani, il 10% lo era divenuto dopo essere stati in contatto con i cani. In più, il superbatterio è stato trovato su quasi il 40% dei campioni prelevati dai cani. I ricercatori hanno anche stabilito che più tempo qualcuno passava con gli animali, maggiore era la possibilità di essere contaminati dai batteri.

Cani innocenti
Secondo i ricercatori, tuttavia, anche i cani erano per così dire delle vittime, in quanto prima di entrare nell’ospedale non presentavano questi batteri, ma possono esserseli presi proprio nella struttura stessa o da altri pazienti. La nostra ipotesi – sottolinea il dott. Davis, ricercatore e veterinario della Johns Hopkins Sanità pubblica – è che si tratti di trasmissione da persona a persona, ma è successo attraverso il contatto con la pelliccia dei cani». I protocolli che permettono l’ingresso dei cani negli ospedali sono piuttosto rigidi, e prevedono che gli animali da terapia debbano essere lavati entro un giorno dalla visita e controllati per eventuali ferite o altri problemi di salute. I bambini che li incontrano dovrebbero usare un disinfettante per le mani «ma ciò non è stato strettamente applicato», ha detto Kathryn Dalton, coautrice dello studio.

Le precauzioni
Per evitare che vi fosse un’ulteriore diffusione dei superbatteri, i ricercatori – in un’altra fase dello studio – hanno chiesto ai proprietari dei cani di fare a essi un bagno con uno shampoo speciale prima delle visite. Hanno anche fatto in modo che si prendessero cura dei cani in ospedale ogni cinque o dieci minuti con salviette disinfettanti. Questi passaggi hanno ridotto drasticamente il livello dei batteri sui cani, ha precisato la dott.ssa Dalton. «Ho davvero avuto l’opportunità di vedere quanto questi cani fossero importanti per i pazienti», conclude Dalton osservando che dopo le sessioni con i cani, i bambini sentivano che la loro giornata era stata più ricca e soddisfacente, nonché meno triste.