22 ottobre 2018
Aggiornato 08:30

Mangiare salsicce, pancetta e salumi aumenta il rischio di cancro al seno

Uno studio revisionale dimostra che mangiare la carne trasformata aumenti il rischio di contrarre diversi tipi di cancro, tra cui quello al seno. Ma eliminarla dalla dieta serve davvero a qualcosa?
Salsicce, pancetta, carne rossa trasformata e rischio di cancro
Salsicce, pancetta, carne rossa trasformata e rischio di cancro (Shaiith | Shutterstock)

Ancora sotto accusa le carni lavorate, le quali metterebbero a serio rischio la salute delle persone che ne consumano in abbondanza. Nuove conferme sono state infatti trovate per quanto riguarda la relazione tra il consumo di salsicce, pancetta, affettati e salumi e la comparsa di alcune forme cancerogene. Inclusa quella al seno. I risultati danno perciò forza alle precedenti conclusioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: tutta la carne trasformata è potenzialmente cancerogena.

Aumento del 9%
Un nuovo studio revisionale, condotto dagli scienziati dell’Università di Harvard, ha evidenziato come il consumo regolare di alimenti processati – come la pancetta, le salsicce e la carne trasformata in genere – fosse associato a un rischio di contrarre il cancro al seno del 9%. L’analisi è stata condotta su un campione totale di 1,2 milioni di donne. Per carni lavorate si intendono quelle che sono state conservate attraverso vari metodi, tra cui l’affumicatura, la salatura e l’essiccazione.

Ridurre il consumo per stare meglio
«Questo studio sistematico di revisione e meta-analisi riporta significative associazioni positive tra consumo di carne lavorata e rischio di cancro al seno. Ridurre la carne lavorata sembra quindi vantaggioso per la prevenzione del cancro al seno», ha ha dichiarato Maryam Farvid, della Harvard TH Chan School of Public Health.

Cautela nell’interpretazione dei risultati
Come sempre accade in questi casi, gli autori dello studio raccomandano cautela nell’interpretazione dei risultati. Sono necessarie nuove ricerche a conferma di questa ipotesi. In ogni caso, anche venisse confermata l’associazione - a detta degli studiosi - non è necessario eliminare completamente i cibi lavorati, piuttosto ridurli al minimo in una dieta che possa essere il più possibile varia. «Il rischio individuale è piccolo», spiegano gli scienziati.

Una relazione diretta?
Pur trattandosi di uno studio revisionale, è importante sottolineare che in alcun modo, gli scienziati, sono riusciti a trovare una relazione diretta tra il consumo di carni lavorate e il cancro al seno. Ciò che hanno notato è che le forti consumatrici di questo genere di alimenti avevano una maggiore probabilità – il 9% in più – di contrarre il cancro al seno. Ma è impossibile stabilire se tali soggetti avevano, per esempio, uno stile alimentare completamente scorretto. Magari erano anche forti consumatori di alcol, di zuccheri, di altri alimenti trasformati o conducevano uno stile di vita completamente insalubre. Tali dati non erano in possesso degli scienziati, quindi loro stessi ammettono i limiti dei risultati ottenuti. Secondo Kevin McConway, professore emerito di statistica applicata presso la Open University del Regno Unito, il documento non dimostra che l’aumento del consumo di carne abbia portato in maniera diretta al cancro al seno. «Non posso dirti quanti altri casi di cancro al seno ci sarebbero se tutti mangiassero un panino extra al bacon ogni giorno - questa ricerca non può dare queste informazioni», spiega McConway.

Risultati incoerenti
D’altro canto gli stessi autori hanno dichiarato che gli studi precedenti che hanno cercato una relazione tra la carne lavorata e il carcinoma mammario avevano prodotto risultati totalmente incoerenti. «Mentre le prove per classificare la carne trasformata come cancerogena sono abbastanza forti, il rischio reale per l'individuo è molto piccolo ed è più rilevante a livello di popolazione. Se questo studio possa giustificare un cambiamento nell'attuale raccomandazione di non superare i 70 grammi giornalieri di carne trasformata è del tutto discutibile», conclude Gunter Kuhnle, professore associato di nutrizione e salute presso l'Università di Reading.

Fonti scientifiche

[1] Cancer Epidemiology - Consumption of red and processed meat and breast cancer incidence: A systematic review and meta‐analysis of prospective studies - Maryam S. Farvid  Mariana C. Stern  Teresa Norat  Shizuka Sasazuki  Paolo Vineis Matty P. Weijenberg  Alicja Wolk  Kana Wu  Bernard W. Stewart  Eunyoung Cho - First published: 05 September 2018 https://doi.org/10.1002/ijc.31848