19 agosto 2018
Aggiornato 10:00

Listeriosi, per ora nessun allarme o focolaio in Italia. Alcune regole fondamentali per ridurre il rischio di contrarre la malattia

L’ISS rassicura che, per ora, non ci sono focolai di listeriosi in Italia. Tuttavia, è bene conoscere alcune regole per evitare l’infezione che può anche essere molto pericolosa
Verdure surgelate
Verdure surgelate (vikka | shutterstock.com)

ROMA – L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha emesso una nota in seguito alla diffusione di notizie riguardanti la contaminazione di diversi prodotti surgelati da parte del batterio Listeria monocytogenes e delle infezioni correlate. «In Italia, al momento, non risultano focolai di infezione da listeria – scrive l’ISS sul portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica Epicentro – e per rafforzare e armonizzare la sorveglianza di questa malattia tra le Regioni è partita quest’anno un’azione centrale del Ministero della Salute a cui partecipa l’Istituto superiore di sanità».

La listeriosi in Italia
«In Italia – riporta l’ISS su Epicentro – la listeriosi è una malattia soggetta a notifica obbligatoria (ai sensi del D.M. 15 dicembre 1990). Accanto al flusso di notifiche ufficiali è attiva dal 2010 un’attività di sorveglianza di laboratorio, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e finalizzata principalmente alla tipizzazione sierologica e molecolare degli isolati clinici e alla loro caratterizzazione sul piano epidemiologico. I flussi di sorveglianza ufficiale delle malattie infettive e della sorveglianza di laboratorio relativi ai casi e agli isolati clinici costituiscono le fonti utilizzate per alimentare i flussi europei del sistema TESSy (The European Surveillance System) ai quali l’Italia partecipa fin dal loro avvio (2007) e della rete di allerta EPIS event-based».

I casi
«Dal 2015 al 15 giugno 2018 in 5 Stati membri dell’Ue sono stati segnalati 47 casi di listeriosi, di cui 9 ad esito fatale, causati da un nuovo ceppo di Listeria monocytogenes, isolato da prodotti surgelati, in particolare da mais e mix di verdure contenenti mais», prosegue la nota.
Il Ministro della salute Giulia Grillo, in una nota stampa del 9 luglio scorso, ha dichiarato che segue «con attenzione la vicenda del batterio Listeria. Il ministero ha subito attivato anche i Nas, che stanno compiendo ispezioni a campione.  Presto conto di avere un quadro esauriente della situazione». La dichiarazione arriva per rassicurare sul pronto intervento attuato dal Ministero sui richiami dei lotti di prodotti vegetali surgelati contaminati dalla Listeria in Italia e in altri Paesi europei.  I richiami fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall’Ungheria, relativa alla presenza di Listeria monocytogenes in alcuni prodotto vegetali surgelati.

Fare attenzione
A fare attenzione non devono essere soltanto gli operatori del settore alimentare, che hanno in questi casi degli obblighi ben precisi: tra cui informare i propri clienti sulla non conformità riscontrata negli alimenti posti in commercio e ritirare il prodotto dagli scaffali. Anche il consumatore stesso, specie in questi casi, deve verificare sulla confezione acquistata la presenza del marchio, del nome del produttore e il numero del lotto di produzione per accertarsi se quello in possesso sia un prodotto che è stato richiamato dal mercato. In questo caso è fondamentale non consumarlo e riportare al punto vendita il prodotto. Per avere maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori che si trova sul sito del Ministero della salute.

La Listeria
Listeria monocytogenes è un batterio resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari o listeriosi, spiega l’ISS. L’infezione si può tuttavia prevenire grazie a un’adeguata cottura, dato che il batterio ne viene in questo caso inattivato. Si tratta di un batterio ubiquitario, che può trovarsi nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. Può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati, verdure ecc. La principale via di trasmissione nell’uomo è quella alimentare. Bambini e adulti sani possono essere occasionalmente infettati, tuttavia raramente sviluppano una forma grave della malattia che, invece, risulta più pericolosa in soggetti debilitati, immunodepressi e nelle donne in gravidanza.

I sintomi
La sintomatologia e la sua gravità variano anche di molto in funzione della dose infettante e dello stato di salute dell’individuo colpito. Si possono sviluppare forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata. Nei soggetti a rischio si può arrivare a setticemia, meningite o anche aborto. Come visto nella contaminazione dei surgelati, il batterio Listeria resiste molto bene alle basse temperature e in alimenti conservati a temperatura di refrigerazione (4°C) e all’essiccamento. Per contro, è molto sensibile alle temperature di cottura domestica degli alimenti e viene inattivato se portato alla temperatura di 65 °C o superiore.

Alcune regole fondamentali per ridurre il rischio
E’ possibile ridurre il rischio di contrarre la malattia attraverso l’adozione di alcune regole di igiene nella manipolazione degli alimenti anche a livello domestico, sottolinea l’ISS.
- Lavarsi spesso le mani, pulire frequentemente tutte le superfici e i materiali che vengono a contatto con gli alimenti (utensili, piccoli elettrodomestici, frigorifero, strofinacci e spugnette);
lavare accuratamente frutta e verdura con acqua potabile prima del consumo;
in frigorifero,  conservare separatamente e in contenitori chiusi, gli alimenti crudi, cotti e pronti al consumo;
cuocere bene gli alimenti;
non preparare con troppo anticipo gli alimenti da consumarsi previa cottura; in caso contrario conservarli in frigo e riscaldarli prima del consumo;
non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente e rispettare la temperatura di conservazione riportata in etichetta. Per quanto riguarda i congelati/surgelati è indispensabile attenersi alle norme di preparazione dell’alimento riportate sulla confezione, che di norma comportano la cottura prima del consumo.