27 giugno 2019
Aggiornato 13:00
Alzheimer

Alzheimer: nuove speranze da un farmaco sperimentale

Un farmaco sperimentale, prodotto dal laboratorio biotecnologico Biogen, sembra essere riuscito a rallentare il declino cognitivo

Un nuovo farmaco contro l'alzheimer?
Un nuovo farmaco contro l'alzheimer? ( Shutterstock )

L’Alzheimer è una delle malattie più devastanti dal punto di vista cerebrale. La patologia, infatti, ci ruba letteralmente i ricordi strappandoci ogni legame con il nostro passato. Ma un nuovo farmaco sperimentale, forse, potrà cambiare la vita di molti pazienti. Prodotto da Biogen, la famosa società americana di biotecnologie, promette di rallentare il decorso sintomatologico riducendo vistosamente la perdita dei ricordi. Ecco tutti i dettagli.

BAN2401
Il suo nome è BAN2401 ed è stato realizzato in collaborazione con la società Giapponese Eism. I risultati positivi ottenuti, in termini di rallentamento della memoria, hanno provocato all’azienda anche un ulteriore effetto collaterale: un aumento delle quotazioni in borsa che sono schizzate in alto. Inutile dire che sono molte le persone interessate al lavoro della Biogen che sembra arrivare dove gli altri – come la Pfizer – hanno fallito.

Come funziona il farmaco
Nonostante la ricerca contro l’Alzheimersia quella che ha registrato un numero più elevato di insuccessi, Biogen sembra essere riuscita a dar vita a un medicinale a base di un anticorpo mirato che aggredisce le placche beta amiloidi. Placche che tutti riteniamo essere collegate alla comparsa di questa temibile malattia che si sta diffondendo sempre di più. Solo nel nostro paese, l’anno scorso, sono stati registrati 600mila pazienti affetti da Alzheimer.

Il dosaggio
BAN2401 - che si lega selettivamente alle protofibrille Aβ grandi e solubili - è stato sviluppato dalla BioArctic di Stoccolma, poi concesso in licenza ad Eisai, e successivamente Biogen ha acquisito una quota tramite una partnership con Eisai. Lo studio di Fase 2b ha testato cinque regimi di dosaggio in persone con lieve decadimento cognitivo a causa di Alzheimer o Alzheimer lieve e che presentavano evidenza di patologia dell'amiloide cerebrale mediante analisi del liquido cerebrospinale o PET. I pazienti hanno ricevuto un'infusione di 60 minuti a 5 o 10 mg / kg una volta al mese o 2,5, 5 o 10 mg / kg due volte al mese.

Nuove speranze
Inizialmente le speranze sembravano arrivare dall’immunoterapia con una molecola chiamata adacanumab. Questa però, non sembra aver ottenuto gli effetti desiderati. Cosa che, al contrario, ha fatto BAN2401. Quest’ultimo sembra invece essere riuscito a dimostrare come il decorso clinico dei pazienti venga vistosamente rallentato. Lo studio del farmaco è durato per un anno e mezzo ed è stato condotto su 856 pazienti affetti da Alzheimer. I risultati, definiti dalla stessa Biogen sono stati quindi molto incoraggianti, specie perché «in seguito alla eliminazione delle placche corrisponde un rallentamento del declino cognitivo», spiega il presidente di Biogen, Stelios Papadopoulos. Anche se, ricorda, il farmaco non è un miracolo perché non ferma la malattia, tuttavia «siamo riusciti a rallentare il declino cognitivo», spiega Papadopoulos alla CNBC. D’altro canto Ronald Petersen, direttore del Centro per la ricerca sull'Alzheimer della Mayo Clinic, ritiene di essere «cautamente ottimista».

Fonti scientifiche

[1] Topline Results: 18 Months of BAN2401 Might Work – Alzforum

[2] J Neuroinflammation. 2018 Mar 28;15(1):98. doi: 10.1186/s12974-018-1134-4. The Aβ protofibril selective antibody mAb158 prevents accumulation of Aβ in astrocytes and rescues neurons from Aβ-induced cell death. Söllvander S1, Nikitidou E1, Gallasch L1, Zyśk M1, Söderberg L2, Sehlin D1, Lannfelt L1, Erlandsson A3.