19 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Ha il diabete, quindi niente gita scolastica. Le discriminazioni sui banchi di scuola

Una ragazza di 18 anni, residente in provincia di Milano, è stata esclusa dalla gita scolastica perché aveva il diabete

Ha il diabete, quindi niente gita scolastica
Ha il diabete, quindi niente gita scolastica (Chinnapong | Shutterstock)

BRERA - Parliamo tutti di amore, solidarietà e amicizia. Ma la verità è che per certe situazioni, non basta la parola, ci vogliono i fatti. Fatti che, a quanto sembra, non sono stati poi così evidenti per una studentessa che frequenta un liceo in provincia di Milano, la quale è stata emarginata a causa di una malattia piuttosto comune. La povera 18enne, infatti, non ha potuto partecipare a una gita perché soffriva di diabete di tipo 1. Ecco i dettagli della vicenda.

Esclusione dalla gita
Ancora non è stata fatta alcuna denuncia ma non è escluso che presto qualcuno la faccia. Una ragazza di 18 anni non ha infatti potuto partecipare alla gita scolastica a causa del diabete. Il suo nome è Shaymaa El Meehy, e studia al Liceo artistico di Brera. Malata di diabete di tipo 1 è stata  allontanata dalla sua scuola per dieci giorni senza poter partecipare al momento che tutti gli studenti aspettano con ansia: la gita. «Mi hanno fatta sentire esclusa», racconta.

Tutto inizia a febbraio
Sembra che la storia sia in realtà iniziata lo scorso febbraio nel momento in cui il medico di Shaymaa richiede che nei locali scolastici venga messo a disposizione il glucagone, un farmaco che permette di salvare la vita alla povera ragazza in caso dovesse affrontare una crisi ipoglicemica. Non tutti i docenti, tuttavia, sembravano essere felici della nuova soluzione.

Non si può autosomministrare
Il glucagone, diversamente dall’insulina, non può essere somministrato dallo stesso paziente. Il farmaco, infatti, deve essere fornito solo durante una perdita di coscienza. D’altro canto, la somministrazione è molto semplice e può essere fatta da chiunque. È importante sottolineare che generalmente un paziente non ne ha bisogno perché quando avverte una crisi ipoglicemica in arrivo può beneficiare anche dell’assunzione immediata di zuccheri.

Non si può fare
Nonostante il medico non abbia fatto una richiesta così tanto assurda, la scuola si rifiuta di conservare il glucagone all’interno della scuola. Nessuno, infatti, si vuole prendere la responsabilità di somministrare il farmaco al momento del bisogno. Ed è così che poco tempo dopo, nel mese di marzo, Shaymaa viene allontanata dal suo liceo. Le viene spiegato, tuttavia, che non si tratta di discriminazione ma solo di una pratica volta a preservare la sua sicurezza. Solo 11 giorni dopo, inaspettatamente, Shaymaa viene fatta rientrare a scuola. «Mi hanno fatto sentire esclusa, diversa. Io l'ho presa abbastanza bene, ma non vorrei che capitasse a un'altra persona in futuro. Ho il diabete ma so controllarmi, so cosa fare, non ho bisogno di nessuno», ha dichiarato Shaymaa a MilanoToday.

E’ tutto a posto?
Quando tutto sembrava essersi risolto viene comunicato a Shaymaa che la gita scolastica che avrebbe dovuto fare insieme ai suoi amici e compagni di scuola, lei non potrà mai farla. E questa volta non si tratta di problemi di responsabilità. Un docente, infatti, era disposto a fare l’iniezione di glucagone nel caso la ragazza ne avesse avuto bisogno. Shaymaa avrebbe solo dovuto firmare un foglio in cui esonerava la scuola da eventuali problemi generati a causa della somministrazione. Insomma, la povera ragazza è stata esclusa senza alcun giustificato motivo. Si spera, tuttavia, che episodi simili non accadano mai più in un paese come il nostro che si dice essere particolarmente solidale con le persone in difficoltà.