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Tumori, le 5 regole per affrontarli al meglio

Le regole per migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza nei pazienti oncologici

Tumori, le 5 regole per affrontarli al meglio
Tumori, le 5 regole per affrontarli al meglio (Rawpixel.com | Shutterstock)

Il primo impatto, alla diagnosi di tumore, è decisamente sconvolgente. Ci si sente impotenti, affranti, senza più forze per combattere. Ma in breve tempo si prende consapevolezza di un’importante verità: la percentuale di persone che guariscono sono in costante aumento, le possibilità di salvarsi, perciò, esistono e sono concrete. Ma bisogna imparare velocemente a trasformarsi in guerrieri. Perché questo, infine, sono i malati di cancro. Dei veri guerrieri. Tuttavia, per esserlo al meglio è importante ricordarsi le regole principali per affrontare il maggior nemico: il cancro. Ecco quali sono.

Pronti a difendersi
Le regole dei veri guerrieri sono emerse durante l’incontro Alimentazione ed effetti collaterali nelle pazienti affette da tumore, evento aperto ai cittadini e tenutosi presso l'Istituto Tumori Regina Elena, nell'ambito della Settimana dedicata alla Salute della Donna. Tra i metodi principali per star meglio, ricordiamo l’abolizione totale del fumo, l’attività fisica, l’alimentazione, una maggiore comunicazione con il medico e il supporto psicologico.

Perché è importante fare attività fisica
Il movimento e l’esercizio fisico sono i due elementi indispensabili per migliorare il proprio stato di salute. Essi, infatti, «migliorano la circolazione del sangue e l'ossigenazione, e questo ha un effetto antinfiammatorio a livello cellulare. L'infiammazione infatti è uno stimolo alla proliferazione delle cellule neoplastiche. Meno ce n'è e più i linfociti T riescono a individuare e colpire le cellule tumorali», spiega Massimo Bonucci, oncologo e presidente dell'Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate (Artoi).

Il fumo va evitato
Che il fumo sia deleterio per la salute, lo sappiamo da tempo. Inoltre la pratica è fortemente associata al rischio cancro a causa delle sostanze sviluppate durante la combustione. «Anche le due o tre sigarette al giorno andrebbero eliminate perché hanno un effetto cumulativo», continua Bonucci.

La comunicazione con il proprio medico
Un altro importante fattore è la comunicazione con il proprio medico curante, questa ha lo scopo di comprendere «cosa il paziente assume, come si comporta, quali effetti collaterali presenta. La medicina narrativa può costituire una grande facilitazione nel ridurre le distanze tra oncologo e malato», spiega l’oncologa Alessandra Fabi. Il tutto andrebbe associato al supporto psicologico, perché essere sereni può migliorare notevolmente lo stato di salute generale. «Ad esempio, il paziente depresso ha minore attività di linfociti, che difendono l'organismo dai patogeni esterni. Nel paziente stressato c'è maggior rilascio di cortisolo, ormone che provoca calo di difese immunitarie», sottolinea Bonucci.

L’alimentazione come terapia complementare
Ultimo, ma non ultimo, è il fattore alimentazione. I cibi, infatti, possono interagire con le terapie che vengono somministrate. Ma non solo: l’assunzione di determinati cibi influenza il nostro microbiota, il quale potrebbe aumentare o diminuire il rischio di cancro o della sua diffusione. Ecco il motivo per cui non ci si può affidare a un nutrizionista qualunque ma è necessario rivolgersi a un medico specializzato in oncologia. Un esperto, quindi, che sia in grado di conoscere a fondo «gli elementi presenti in ogni alimento, poiché alcuni vanno a stimolare i fattori di crescita, che sono anche fattori infiammatori, come il Gf-One. Come il diabetico non deve mangiare lo zucchero perché aumenta la glicemia, così i pazienti oncologici non dovrebbero mangiare alimenti che stimolano l'infiammazione, come latte e latticini, la carne, le farine raffinate e gli zuccheri», conclude Bonucci.

L’importanza della vitamina D
Quando si parla di alimentazione e stile di vita dei pazienti oncologici, non bisogna dimenticare il ruolo chiave svolto dalla vitamina D. Quest’ultima, infatti, è quasi sempre carente nelle persone affette da forme tumorali. «Poiché il deficit di vitamina D è molto diffuso nei pazienti oncologici, il miglioramento dello stato di vitamina D è di particolare interesse. In caso di riduzione dell'assunzione di cibo e/o di una scelta inadeguata di cibo, l'uso di un integratore multi-vitaminico-multiminerale somministrato in dosi fisiologiche, cioè quantità di nutrienti approssimativamente corrispondenti alle tolleranze giornaliere raccomandate, può essere generalmente raccomandato», concludono i ricercatori dell’unità di fisiologia e nutrizione umana, dell’Istituto di scienze alimentari dell’Università Leibniz di Hannover (Germania).

[1] Oncol Rep. 2010 Oct;24(4):815-28. Nutrition in oncology: the case of micronutrients (review). Ströhle A1, Zänker K, Hahn A.

[2] Prevalence of Low Vitamin D in Patients With Breast Cancer in a Predominantly Hispanic Population at the American-Mexican Border - SE Farrag et al.  Nutr Cancer 69 (6), 819-824. 2017 Jul 18.  more