25 settembre 2018
Aggiornato 16:30

Vaccini, gli adolescenti italiani a rischio fake news

Dagli esperti, la guida per riconoscere le 'Bufale no Vax' su vaccini e vaccinazioni
Fake news
Fake news (panuwat_phimpha | shutterstock.com)

ROMA – Si fa un gran parlare di fake news, ovvero quelle notizie che circolano – specie sul web – e che sono false informazioni, spesso create ad hoc per fare disinformazione o creare confusione. Sono ‘solo’ parole, certo, ma possono essere micidiali come un’arma. Uno dei pericoli, evidenziato dagli esperti, è per esempio che i giovanissimi sottovalutano il pericolo della disinformazione che circola in rete, soprattutto sui vaccini.

Dare credito al falso
Secondo il rapporto Censis ‘I media e il nuovo immaginario collettivo’ a più della metà degli utenti di Internet è capitato di dare credito a fake news circolate in rete: è successo spesso al 7,4%, mentre qualche volta al 45,3%, per un totale pari al 52,7%. Se per tre quarti degli italiani (77,8%) si tratta di un fenomeno pericoloso, con notizie create ad arte per inquinare il dibattito pubblico e che favoriscono il populismo, i giovani invece danno meno peso a queste valutazioni. Il 44,6% dei ragazzi ritiene, infatti, che l'allarme sulle fake news sia sollevato dalle vecchie élite, come i giornalisti, che a causa del web hanno perso potere.

Grandi ripercussioni in negativo
Questa situazione ha inevitabili ripercussioni anche sull'informazione medico-scientifica, e rende i giovani facili prede della disinformazione, soprattutto in materia di vaccini. Ma come riconoscere le bufale che circolano sul web, e cosa chiedersi quando ci si imbatte in un sito che tratta il delicato tema delle vaccinazioni? A questo scopo, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e Giuseppe Mele, Presidente SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri) in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida pensata proprio per gli adolescenti attraverso il corso FAD (Formazione a Distanza) ‘Adolescenti: vaccinazioni e rivaccinazioni’. Parallelamente, Consulcesi Club promuove una campagna social di sensibilizzazione, curata dall'agenzia di comunicazione Docta, #condividiresponsabilmente.

Il vademecum anti bufale stilato dai pediatri
1. Leggi tutto l'articolo e non fermarti a titoli ‘acchiappalike’, estremi, con inviti a conoscere ‘la verità’, cui segue una storia non documentata e con poca attinenza con il titolo.
2. Attenzione a blog sconosciuti, infarciti di pubblicità, siti satirici o con nomi che possono creare confusione.
3. Deve essere sempre presente la data di pubblicazione. A volte circolano notizie vecchie spacciate per nuove.
4. Attenzione all'autore. Autori non presenti e rintracciabili, profili fake, troll? chiunque può scrivere sul web!
5. Controllare fonti e citazioni. Le fonti citate spesso sostengono esattamente l'opposto di quanto viene scritto nell'articolo, c'è la tendenza a riportano immagini riferite ad altri eventi, foto alterate, oppure citazioni di personaggi importanti manipolate ad hoc.
6. Occhio alle notizie pensate per innescare reazioni emotive (indignazione, sorpresa e disgusto) e che promuovono convinzioni preesistenti (il cosiddetto ‘bias di conferma’, che porta a selezionare informazioni coerenti con il proprio sistema di credenze).
7. Verificare su altre testate. Una notizia vera è quasi sempre riportata da altre testate. Un articolo isolato che annuncia importanti rivelazioni è quasi sempre falso.
8. La condivisione di notizie false può generare effetti a catena anche molto gravi. Condividi responsabilmente.

A cosa si deve stare attenti quando si incontra un sito sui vaccini?
Ecco le 6 domande da porsi:
1. È chiaramente identificabile lo scopo e il responsabile del sito?
2. Il responsabile e/o amministratore del sito è contattabile?
3. È presente un conflitto di interessi?
4. Il sito cita aneddoti sugli effetti avversi dei vaccini al posto di evidenze scientifiche?
5. Le notizie sono valutate da esperti scientifici prima di essere pubblicate? Quali sono le loro credenziali?
6. Sono chiaramente distinguibili i fatti dalle opinioni?