18 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Linfoangiomatosi

Bimba affetta da una rarissima malattia, salva grazie a un antibiotico. «È il primo caso al mondo»

Una neonata di Bari è salva grazie all’intuizione del dottor Nicola Laforgia che ha optato per un particolare tipo di antibiotico

BARI – L’incredibile episodio è accaduto in Puglia, più precisamente a Bari e pare aver lasciato sbalorditi persino i medici.  Una neonata, affetta da una malformazione piuttosto rara, era in cura già da tempo ma non rispondeva positivamente alle terapie. Da qui la scelta di utilizzare un antibiotico, il quale dopo breve tempo, in maniera quasi inaspettata, è stato in grado di salvare la bambina. «E’ il primo caso al mondo», e per tale motivo ha trovato spazio tra le pagine di Neonatology.

Linfoangiomatosi
La piccola era affetta da una rara malformazione denominata linfagiomatosi e grazie alla scelta dell’equipe di Neonatologia del Policlinico che ha sperimentato con successo un farmaco inusuale ora è salva. L’esito non ha fatto altro che scatenare il caos più totale nelle riviste scientifiche e ha permesso al nosocomio pugliese di stabilire il primo record al mondo.

Il primo caso al mondo
«È il primo caso al mondo in cui un antibiotico ha salvato la vita a una neonata con una linfangiomatosi», ha dichiarato Nicola Laforgia, direttore dell'unità di Neonatologia del Policlinico di Bari. E’ grazie a lui e alla sua straordinaria intuizione se la piccola ora potrà condurre una vita nettamente migliore.

Antibiotico immunosoppressore
La peculiarità del farmaco è che svolge azione immunosoppressiva. Ma mai, prima d’ora, era stato utilizzato nella terapia contro la linfoangiomatosi. Si tratta di «una malformazione del sistema linfatico che determina una dilatazione dei vasi e, come nel caso trattato, ci possono essere interferenze con altri organi vitali», spiega Laforgia a La Repubblica. «Sebbene l’ecografia prenatale a 36 settimane di gestazione avesse già evidenziato la neoformazione, quest’ultima – dopo la nascita – è aumentata di volume (comprimendo le vie aeree) ed altre lesioni sono comparse. L’aggravamento del quadro clinico ha reso necessario l’inizio tempestivo di un trattamento terapeutico preferendolo a quello chirurgico perché è molto demolitivo e può residuare esiti invalidanti senza modificare le altre lesioni», continua Laforgia. «L’iniziale terapia medica con propanololo non ha dato una risposta clinica positiva, pertanto si è passati alla somministrazione di un farmaco antibiotico immunosoppressore, grazie al quale – per l’intrinseco effetto di inibizione su alcuni fattori di crescita - si è osservata una riduzione significativa non solo della massa laterocervicale, ma anche delle altre lesioni».

Diagnosticata in precedenza
La patologia era stata diagnosticata ancor prima della nascita, durante un’ecografia effettuata la 36esima settimana di gravidanza. Ma a pochi giorni dal parto la situazione è precipitata e il problema ha cominciato a interessare anche le vie respiratorie. È stato quindi utilizzato un farmaco apposito, generalmente consigliato in questi casi, ma l’esito è stato negativo. Tuttavia, grazie all’intuizione di Laforgia, l’equipe è stata in gradi di trovare una soluzione. «Quell'antibiotico inibisce alcuni fattori di crescita e c'erano segnalazioni per cui avrebbe potuto funzionare in malattie simili», conclude Laforgia.