21 agosto 2018
Aggiornato 01:00

Bimbo di 8 anni ucciso dai batteri mangiacarne dopo essere caduto dalla bici

Un bambino di 8 anni cade dalla bici, si ferisce e dopo muore ucciso dai batteri mangiacarne. Cos' la fascite necrotizzante e i sintomi
L'immagine di Liam pubblicata su GoFundMe
L'immagine di Liam pubblicata su GoFundMe (GoFundMe)

PORTLAND – Il piccolo Liam Flanagan, un bimbo di otto anni cade dalla bicicletta, come può accadere, e come è spesso accaduto a molti altri bambini. Fin qui nulla di così straordinario, il bambino infatti dopo essere stato medicato se n'è tornato tranquillamente a casa. Solo che dopo un po' la ferita ha iniziato a fare male. Da qui il tragico epilogo.

Divorato dai batteri mangiacarne
I cosiddetti 'batteri mangiacarne' tornano a far parlare di sé. Qualcuno forse ricorderà il caso della donna morta per questo dopo 11 giorni di agonia. Ma oggi la vittima è un piccolo di Spring Creek, nell'Oregon (Usa) che è morto anche lui a causa di questo tipo di batteri. La mamma di Liam, distrutta dal dolore trova tuttavia la forza di raccontare la tragedia «per fare in modo che non accada più a nessun altro bambino».

La vicenda
Il dramma di Liam ha inizio il 13 gennaio con una banale caduta dalla bicicletta mentre era in sella sul vialetto di fronte alla sua abitazione. A un certo punto scivola e cade, il manubrio della bici gli procura una ferita alla coscia. Portato subito in pronto soccorso, i medici gli hanno curato la ferita, ricucendo il con sette punti di sutura. Dopo di che, il piccolo è potuto tornare a casa sua.
Sembrava fosse tutto a posto, senonché dopo qualche giorno inizia a provare un forte dolore all'inguine, che alla vita appare gonfio e rosso – definito poi cancrenoso.

La corsa in ospedale
Poiché il dolore si faceva sempre più insopportabile, anche con l'uso di farmaci. Il piccolo Liam è tornato in ospedale. Qui i medici, di fronte a quanto stava accadendo si sono subito resi conto che qualcosa non andava. Gli esami hanno poi fatto diagnosticare una fascite necrotizzante. Questa infezione batterica è altamente aggressiva, e in un terzo di casi è mortale.

Le amputazioni
Per cercare di arginare l'infezione, i medici dell'ospedale St Anthony a Pendleton hanno fatto di tutto. Poi, rendendosi conto che non riuscivano nell'intento, hanno trasferito il bimbo all'ospedale pediatrico di Doernbecher a Portland giovedì mattina. Qui i medici hanno sottoposto il piccolo a numerosi interventi chirurgici, in cui gli sono stati amputati quasi tutti gli arti. Solo che l'aggressività dei batteri mangiacarne ha avuto il sopravvento. Alla fine, come ultimo tentativo, domenica il piccolo è stato trasferito a un'altra unità specialistica presso il Randall Children's Hospital, sempre a Portland. Ma la notte di quel giorno Liam non ce l'ha fatta ed è morto dopo disperati giorni di agonia.

La testimonianza della mamma
La mamma di Liam, Sara Hebard, anche se sconvolta da quanto accaduto ha comunque deciso di raccontare la sua storia per esortare gli altri genitori a prestare molta attenzione ai propri figli nel caso si procurino delle ferite che, all'apparenza, sembrano banali. «Vorrei dire a tutti voi di abbracciare stretti stretti i vostri figli perché non si sa mai quanto velocemente possano andare via – dice Sara – E di fare sempre attenzione e non dare mai per scontato nulla: quello che può sembrare un semplice incidente in realtà può essere qualcosa di molto peggio, e spesso la gente non conosce situazioni come questa. Io stessa non ne avevo mai sentito parlare prima d'ora».

La fascite necrotizzante
L’agente patogeno che ha infettato il piccolo Liam gli avrebbe causato una gravissima infezione chiamata ‘fascite necrotizzante’. Questa è considerata una patologia rara che colpisce i tessuti molli. L’infezione attacca i fasci muscolari, il tessuto sottocutaneo e il derma. In particolare i più colpiti sono gli arti inferiori, la parete degli addominali e il perineo. È una condizione particolarmente grave che se non riconosciuta e trattata in tempo può portare alla morte, proprio come è accaduto al paziente del Veneto.
La fascite necrotizzante è suddivisa in 4 diverse tipologie: quella di Tipo I è provocata da batteri appartenenti alla famiglia degli streptococchi di tipo A, C, e G. In genere attecchisce nelle persone con una compromissione immunitaria e debilitate da malattie croniche. Questa pare sia stata il tipo di infezione che ha ucciso Angelo Corazza.
C’è poi il Tipo II, che è invece un’infezione causata anche dagli stafilococchi o da anaerobi appartenenti al genere Clostridium. Il Tipo III, poi, è mediata da microorganismi marini che trasportano batteri particolarmente virulenti e che nell’arco di 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi portano spesso alla morte. Infine, il Tipo IV è un’infezione che si determina più raramente e che è provocata da agenti patogeni fungini.

I soggetti a rischio
A essere a rischio fascite necrotizzante, oltre alle persone debilitate da una malattia cronica, ci sono anche i tossicodipendenti, gli alcolisti, i diabetici e gli affetti da patologie vascolari. Tuttavia anche i soggetti sani possono essere infettati e colpiti dalla fascite necrotizzante. Per questo motivo è bene tenere d’occhio i sintomi.

I sintomi della fascite necrotizzante
Quando un batterio provoca la fascite necrotizzante, i sintomi si manifestano rapidamente e nel giro di pochi giorni. Spesso questi sono scambiati per altri problemi, dato che durante le prime ore si accusa un dolore circoscritto, un possibile eritema e gonfiore che appare molto morbido. Nella prima fase dell’infezione gli antibiotici non hanno un effetto risolutivo o efficace: per questo è necessario continuare la cura. Dopo di che, si ingrossano i vasi linfatici si ingrossano e compare la febbre – anche lieve. In seguito compaiono disidratazione, tachicardia, vomito e diarrea.