20 ottobre 2018
Aggiornato 15:04

Malasanità, tutti i numeri delle morti evitabili

Dal Termometro della Salute i numeri sulle morti per 'errori' medici
Ospedale
Ospedale (Shutterstock.com)

ROMA – L'Associazione Codici, in un comunicato stampa, riporta come la battaglia contro la malasanità, a fianco dei consumatori, sia ancora lungi dall'essere vinta. E a dimostrarlo sono i numeri sulle morti per 'errori' medici ancora elevate, e che probabilmente potevano essere evitate.

Dati preoccupanti
Come riportato infatti dal 'Termometro della salute' di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione, si legge nel comunicato di Codici. «L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua a essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, e invecchiamento del personale sanitario – sottolinea Codici – Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le numerose denunce
A destare sconcerto sono le cifre che riguardano la malasanità, commenta Codici. E qui i numeri parlano chiaro. Secondo infatti i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario si parla «di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario».

La differenza tra le regioni
«Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud e Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata – prosegue il comunicato – Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto a un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania. Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita a esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).