24 settembre 2021
Aggiornato 04:30
Malattie neurodegenerative

Senti meno gli odori e i gusti? Attenzione, potrebbero essere segni del Parkinson

Sintomi come una riduzione o perdita dell'olfatto o del gusto, secondo uno studio, potrebbero essere segnali dell'esordio della malattia di Parkinson

REGNO UNITO – Di fronte al massiccio aumento dei casi di malattia di Parkinson i medici sono spesso spiazzati, dato che non si riesce ancora a spiegarne il perché. Così come purtroppo non è ancora stata trovata una cura. Allo stato attuale le uniche armi sono la diagnosi precoce e il controllo della malattia. Ma, per avere una diagnosi precoce è importante poter individuare per tempo i primi segnali. Cosa che, invece, nella maggioranza dei casi non avviene. Oggi, gli scienziati invitano a tenere d'occhio alcuni segnali come per esempio il calo o la perdita dell'olfatto e del gusto.

I segni premonitori
Secondo gli esperti, così come riportato in un articolo dell'Express.co.uk, il non sentire gli odori quando non si sia affetti per esempio da un raffreddore o un'altra malattie simile, può essere un segno premonitore della presenza o del fatto che si stia sviluppando la malattia di Parkinson. Questa patologia è caratterizzata da un danno progressivo neurologico e al cervello, che aumenta con il passare del tempo. Ma uno degli ostacoli al suo trattamento è proprio la scoperta della malattia quando questa è ormai sviluppata. Secondo il Servizio Sanitario Nazionale Uk i principali sintomi del Parkinson sono: uno squilibrio involontario di particolari parti del corpo, caratterizzato dal tipico tremore; la lentezza nei movimenti; una progressiva rigidità muscolare. A questi si associano altri sintomi neurologici e mentali come depressione e ansia, problemi di equilibrio, perdita dell'olfatto (anosmis), problemi di sonno (insonnia) e problemi di memoria.

In molti non lo sanno
Un Ente benefico del Regno Unito ha condotto una ricerca in cui è emerso che solo il 12% delle persone sa che la perdita dell'olfatto e la perdita del gusto sono sintomi iniziali comuni del Parkinson, si legge sull'Express. E che soltanto il 24% delle persone ha riconosciuto nella riduzione dell'olfatto nella difficoltà di scrivere dei segni rivelatori. Nonostante la scarsa consapevolezza di questi sintomi meno noti, l'80% delle persone ha identificato correttamente il tremore come sintomo tipico della condizione. «Sebbene la maggior parte delle persone riconosca i segni molto visibili del Parkinson, come il tremore o la rigidità, sembra esserci un divario preoccupante nella conoscenza da parte delle persone di una condizione meno visibile, ma molto comune, sintomi – spiega il professor David Dexter, vicedirettore della ricerca presso la Parkinson's UK – È importante che le persone comprendano che il Parkinson si presenta in modo molto diverso in persone diverse e non tutti sperimenteranno il noto tremore del Parkinson. I cambiamenti nella grafia, nella perdita dell'olfatto o del gusto e nella perdita dell'equilibrio sono tutti sintomi iniziali, e una migliore conoscenza di cosa cercare potrebbe significare una diagnosi precoce».

Una testimonianza
Sul tabloid britannico è riportata la testimonianza di una donna a cui è stato diagnosticato il Parkinson all'età di 46 anni. Guardando indietro all'esordio della malattia, Carolyn Ibberson di Bradford, che oggi ha 50 anni, ricorda come avesse notato che quando il marito si lamentava del cattivo odore proveniente dal secchio della spazzatura, lei non sentisse nulla. Al tempo non ci diede peso, ma poi, dopo la diagnosi, si è resa conto che questo poteva proprio essere un segno premonitore. All'epoca non ci aveva dato peso, perché per il resto si sentiva bene, e non c'erano altri sintomi. «Non c'erano altri problemi – ha dichiarato Carolyn – e non provavo dolore. Non pensavo di andare dal dottore. Fu solo anni dopo, nel 2008, quando iniziai a provare vertigini e poi alla fine iniziai a soffrire di tremore nel 2011. Persino allora non ottenni una diagnosi definitiva fino al 2013 perché nessuno si aspettava che potesse essere la malattia di Parkinson, dato che ero così giovane».

L'importanza della diagnosi precoce
«È particolarmente importante che le persone con Parkinson ottengano una diagnosi il più presto possibile in modo da poter meglio comprendere come la condizione progredisce fin dalle sue fasi iniziali – ha aggiunto il prof. Dexter – Se potessimo capire cosa sta succedendo nel cervello delle persone agli esordi della condizione, potremmo lavorare sullo sviluppo di trattamenti che potrebbero impedire la progressione del Parkinson, un qualcosa che nessun trattamento attuale può fare. Sebbene desideriamo che le persone siano consapevoli del fatto che il Parkinson è più di un tremore, è importante che le persone che stanno provando certi sintomi non si facciano prendere dal panico». In caso di sospetti, l'esperto invita le persone a rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.