25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Pranzi delle feste

Natale a tutto pesce, gli italiani per lui hanno speso 950 milioni di euro

Spesi per il pesce quasi un miliardo di euro. Gli italiani amano festeggiare il Natale con i prodotti del mare. I segreti per comprare bene il pesce

Pesce in tavola a Natale
Pesce in tavola a Natale Shutterstock

ROMA – Gli italiani amano il pesce a tavola, soprattutto durante le festività natalizie. A dimostrarlo è un'indagine della Coldiretti Impresa Pesca, che ci informa come quest'anno per acquistare il pesce per i pranzi delle feste – e in particolare per la vigilia di Natale – si siano spesi ben 950 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno.

Vince il pesce locale
Sulle tavole, sottolinea in una nota la Coldiretti, è forte la presenza del pesce locale a partire dalle alici e dalle vongole, grazie alle condizioni meteorologiche che hanno favorito la pesca con ampia disponibilità nei mercati ittici e un buon rapporto prezzo /qualità. Sogliole, triglie, seppie di produzione nazionali saranno prevalenti ma – sottolinea Coldiretti Impresa Pesca – il 62% degli italiani assaggerà il salmone arrivato dall’estero; appena l’11% si permetterà le ostriche e la stessa percentuale il caviale, spesso di produzione nazionale.

Non cadere nelle trappole
Per non cadere nelle trappole del mercato in una situazione in cui 3 pesci in vendita su quattro provengono dall’estero, il consiglio della Coldiretti è di guardare l’etichetta sul bancone dove deve essere specificato il metodo di produzione ('pescato', 'pescato in acque dolci', 'allevato…'), il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (Mar Adriatico, Mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa). Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione 'decongelato'.

Particolari importanti
Per garantirsi la qualità il pesce fresco - ricorda la Coldiretti - deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine, meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre - continua la Coldiretti - per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso. Il settore della pesca e acquacoltura vede impegnate - precisa Impresa Pesca Coldiretti – circa 12mila imbarcazioni mentre la top-ten delle produzioni è guidata dalle alici, seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada, gallinelle e sugarelli. La classifica delle produzioni per volume di fatturato vede invece primeggiare - conclude la Coldiretti - il nasello, davanti ad alici, triglie di fondale, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole.

I segreti per scegliere il pesce fresco
- Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato.
- Verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca.
- Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole.
- Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.
- Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.

Fonte: Coldiretti – ImpresaPesca