28 settembre 2022
Aggiornato 17:00
Arresto cardiaco a scuola

15enne ha un arresto cardiaco durante l’ora di ginnastica, salvato da un’equipe di medici

Un 15enne emiliano ha un arresto cardiaco a scuola, durante l’ora di educazione fisica. Ecco cosa è accaduto subito dopo

Arresto cardiaco durante l'ora di ginnastica
Arresto cardiaco durante l'ora di ginnastica Foto: Shutterstock

Un episodio gravissimo ed estremamente preoccupante accaduto a un ragazzo giovanissimo di appena 15 anni. Si trovava insieme ai suoi compagni di scuola: era l’ora di ginnastica e, come tutti gli altri, stava svolgendo attività fisica. Aveva tutto l’aspetto di una giornata come tante altre e un momento di divertimento e relax con la professoressa di educazione fisica e i suoi amici. Ma qualcosa va storto e Lorenzo si accascia a terra da un secondo all’altro di fronte agli occhi sbigottiti dei compagni. Ecco cosa è accaduto subito dopo.

La storia
Lorenzo è un ragazzo di 15 anni che frequenta l’Istituto Tecnico di Montecchio. Il 16 ottobre scorso, mentre si trovava a scuola durante l’ora di educazione fisica, cade a terra improvvisamente. Nessuno sapeva cosa stesse realmente accadendo. Tuttavia, la sua professoressa aveva seguito in passato dei corsi di rianimazione cardiopolmonare e riesce immediatamente a comprendere che si tratta di un arresto cardiaco. Mentre gli altri chiamano i soccorsi l’insegnante pratica un massaggio allo scopo di rianimarlo.

L’intervento dei soccorsi
Per fortuna l’arrivo dei soccorsi è pressoché immediata. Si ferma nei pressi della scuola l’elicottero della centrale operativa Emilia ovest del Maggiore di Parma. Appena giunto in ospedale l’anestesista Andrea Ramelli ha proseguito il massaggio cardiaco e la ventilazione meccanica. Subito dopo il giovane è stato trasportato in sala operatoria. Qui era già pronta l’intera equipe chirurgica composta da Antonella Vezzani (responsabile della terapia intensiva cardiochirurgica), Bruno Borrello, Andrea Agostinelli e Tullio Manca.

E’ salvo
Grazie al cielo, poco dopo il cuore del giovane ha ripreso a battere: «subito dopo il cuore di Lorenzo ha ripreso a battere e dopo alcuni giorni si è stabilizzato. Mantenendo sempre il paziente in circolazione extracorporea – spiega AntonellaVezzani – è stato possibile eseguire le indagini diagnostiche che hanno rivelato la presenza di una grave anomalia congenita che richiedeva un’immediata correzione chirurgica». L’intervento è stato reso possibile grazie alla direzione del prof. Tiziano Gherli e alla collaborazione del prof. Gaetano Gargiulo, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva del Sant’Orsola Malpighi di Bologna. «Dopo qualche giorno – continua Vezzani – è stato possibile rimuovere il supporto extracorporeo, sospendere la sedazione e assistere a un graduale recupero della funzione cardiaca e dello stato di coscienza».

57 giorni di terapia intensiva
Dopo ben 57 giorni di terapia intensiva cardiochirurgica, finalmente Lorenzo può tornare a casa. La mamma si dichiara estremamente contente dell’intervento dei medici: «Grazie a tutti. Avete fatto un lavoro impagabile». Il giovane, in quasi due mesi di ricovero ha eseguito un intervento chirurgico e 15 giorni di circolazione extracorporea, un macchinario che fa le veci delle funzioni cardio-polmonari. «Questo risultato dimostra la capacità dei professionisti di fare squadra nei percorsi di cura a elevata complessità e l’alto livello di competenza tecnica della scuola cardiochirurgica di Parma», ha dichiarato Massimo Fabi, direttore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Al momento delle dimissioni dall’Ospedale di Parma, Lorenzo aveva il sorriso sul volto, sapeva che ormai il peggio era passato. Ora lo attende un percorso riabilitativo affinché possa avere un recupero completo.

Un grande ringraziamento da parte dei genitori
«Medici e infermieri hanno svolto un lavoro impagabile, dimostrando attenzione professionale e umana verso Lorenzo e verso di noi. Ringrazio veramente tutti di cuore dall’istituzione scolastica a chi, con un gesto, una parola, ci ha dimostrato affetto e vicinanza in questi due mesi», concludono i genitori.