24 luglio 2019
Aggiornato 07:00
Immunoterapia ed emicrania

Emicrania addio, arrivano i nuovi farmaci. E funzionano

Una recente analisi ha evidenziato un’ottima efficacia nella riduzione della frequenza degli attacchi di emicrania grazie a i nuovi farmaci immunoterapici

I farmaci contro l'emicrania
I farmaci contro l'emicrania Shutterstock

L’emicrania è un disturbo molto più diffuso di quanto si creda. Un problema che coinvolge circa 5 milioni di italiani, il che equivale indicativamente all’11% della popolazione generale. Per questo motivo è essenziale prendere provvedimenti al più presto, allo scopo di limitare il più possibile il dilagare di una patologia che provoca serie ripercussioni sulla vita sociale. A offrirci nuove speranze sono alcuni ricercatori britannici che hanno ottenuto ottimi risultati dall’immunoterapia.

Anticorpi per curare l’emicrania
I fastidiosi attacchi di emicrania, forse da ora in poi potranno essere ridotti all’osso grazie alle nuove terapie farmacologiche. Studi condotti dai ricercatori del King’s College Hospital, hanno infatti dimostrato che gli anticorpi, tipici dei farmaci immunoterapici, potrebbero prevenire il dolore e il fastidio generato dal mal di testa.

Le sostanze coinvolte nel dolore
Gli studiosi sono riusciti a scoprire che alcune sostanze presenti nel nostro cervello, in particolare un peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp) è enormemente coinvolto nella percezione del dolore. Ma non solo, pare essere anche associato a un’ipersensibilità alla luce e ai suoni. Non a caso ci sono ben quattro case farmaceutiche che stanno sviluppando anticorpi in grado di neutralizzare Cgrp.

Azioni diverse
I vari farmaci in fase di test presentano azioni diverse. Alcuni attaccano direttamente la Cgrp, mentre altri bloccano la parte di una cellula cerebrale con cui interagisce. Tuttavia, recenti analisi pubblicati solo ora sul New England Journal of Medicine, hanno valutato l’efficacia di un particolare tipo di anticorpo denominato erenumab. La sperimentazione dei tale medicinale prodotto da Novartis è stata eseguita su quasi mille pazienti affetti da emicrania che manifestavano sintomi per meno di 15 giorni al mese. La media dichiarata dai volontari era di otto giorni.

Dimezzamento dei sintomi
«Lo studio ha rilevato che il 50 per cento dei pazienti trattati con iniezioni di anticorpi ha beneficiato di un dimezzamento del numero di giorni al mese in cui soffrono di emicrania. Circa il 27 per cento ha beneficiato di un effetto simile senza trattamento, il che riflette il naturale andamento variabile della malattia – spiegano gli esperti - Un altro anticorpo, il fremanezumab prodotto da Teva, è stato sperimentato su 1.130 pazienti con emicrania cronica, ovvero su coloro che soffrono di mal di testa per più di 15 giorni al mese».

In via di autorizzazione
Anche il farmaco Fremanezumab come accennato, è un anticorpo monoclonale diretto contro i polipeptidi correlati alla calcitonina alfa e beta. Teva ha iniziato la fase clinica della sperimentazione a luglio 2017 e spera nell'approvazione della statunitense FDA nei primi mesi del 2018. Altri anticorpi che bloccano la via CGRP sono l’Eptinezumab, il già citato Erenumab e il Galcanezumab. Quest’ultimo è stato sviluppato da Eli Lilly & Co e a partire da luglio 2017, sono stati completati tre studi clinici di fase III. Quindi, gli studi ci sono, le premesse sono ottime, ora non resta altro da fare che valutare gli effetti a lungo termine degli anticorpi contro l’emicrania.