Antibiotico-resistenza

Batteri resistenti: nuove speranze da un farmaco per la sclerosi multipla

Un farmaco utilizzato contro la sclerosi multipla potrebbero risolvere il problema della resistenza contro la maggior parte dei batteri gram-negativi. I risultati della ricerca

Un farmaco contro la sclerosi multipla per i batteri resistenti
Un farmaco contro la sclerosi multipla per i batteri resistenti (Areeya ann | Shutterstock)

I batteri stanno diventando sempre più resistenti. Persino verso gli ultimi tipi di farmaci che, inizialmente, sembravano essere particolarmente innovativi. Si sta verificando un allarme globale e se non si troveranno soluzioni velocemente, fra qualche anno tutti rischieremo di morire per un’infezione considerata banale ai giorni nostri. Una nuova speranza, tuttavia, pare derivare da un medicinale utilizzato contro la sclerosi multipla. I dettagli della ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports.

I batteri più pericolosi
Un tempo si moriva per una complicazione di un’influenza, una bronchite o una polmonite. Ora, nella stragrande maggioranza dei casi, l’antibiotico risolve il problema piuttosto velocemente senza arrecare danni alla salute. Fino a ieri, quando si parlava di batteri che destavano un po’ più di preoccupazione come Pseudomonas aeruginosa e Enterobacteriaceae era necessaria l’ospedalizzazione. Oggi, però si rischia seriamente la vita. Il problema deriva dal fatto che i nostri farmaci non sono più efficaci contro questo tipo di germi patogeni.

Il farmaco che potrebbe aiutarci
Un farmaco a base di glatiramer acetato, altrimenti conosciuto con il nome di Copaxone, potrebbe rappresentare la soluzione ai batteri resistenti. È quanto emerge da un recente studio condotto dall'Università di Aarhus. Il medicinale, utilizzato per i pazienti affetti da sclerosi multipla, potrebbe combattere i patogeni particolarmente ostinati.

Lo studio
Lo studio, condotto in laboratorio, ha evidenziato come il farmaco sia in grado di uccidere i batteri del genere Pseudomonas, tipici dei pazienti affetti da fibrosi cistica. Secondo il ricercatore Thomas Vorup-Jensen, questa soluzione rappresenta grandi prospettive. I dati ottenuti, infatti, hanno mostrato come il farmaco sia particolarmente efficace contro le infezioni causate dai batteri Gram-negativi. A questo gruppo appartengono quelli che provocano la cistite, la polmonite e molti tipi di shock settico.

Dosi troppo alte
«A causa della crescente resistenza, stiamo sperimentando un declino nel numero di trattamenti efficaci contro. Inoltre alcuni dei farmaci che riteniamo essere efficaci devono essere somministrati a dosi talmente elevate da diventare tossici per i pazienti», ha dichiarato Thomas Vorup-Jensen. «I risultati ci offrono una maggiore conoscenza circa l’azione del farmaco e sui pazienti affetti da sclerosi e indica allo stesso tempo che i batteri potrebbero essere parte del problema con la malattia. Questo è anche indicato da alcuni studi», conclude Thomas Vorup-Jensen.