4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Dna e sindrome di Hunter

Modifica del Dna in un uomo, il rettore di Tor Vergata: si apre una nuova strada

Anche se bisognerà aspettare i risultati di efficacia, la terapia genica sta diventando sempre più una realtà. Grande fermento dopo l'intervento diretto sul Dna di un uomo affetto dalla dalla sindrome di Hunter

Genetica e Dna
Genetica e Dna Shutterstock

ROMA - «Questa tecnica di terapia genica da qualche anno sta diventando una realtà. Si pensi al bambino di Reggio Emilia trattato con la pelle artificiale fatta geneticamente in laboratorio per un'altra malattia rara. E' una conseguenza della tecnologia e della cosiddetta medicina genomica che sta dando finalmente i primi risultati non solo in provetta, non solo sugli animali ma anche sugli esseri umani. Non è un farmaco che domani uno va a comprare in farmacia, è una sperimentazione clinica autorizzata dall'autorità regolatoria americana, in questo caso l'FDA che ha autorizzato un trattamento su una patologia grave di origine metabolica che porta a ritardo mentale, con gravi problemi alle ossa e al fegato. Una malattia che oggi si tratta con frequenti trasfusioni». Così Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, in riferimento alla tecnica genomica annunciata negli USA, intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma 'Genetica Oggi'.
«Con questa sperimentazione si apre una nuova strada che è quella della terapia genica. C'è bisogno però di aspettare i risultati di efficacia che in questo caso arriveranno fra tre mesi. Sono d'accordo con chi parla di rischio etico ma solo se parliamo delle cellule germinali (spermatozooi, ovocita o embrione)».

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