23 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Placenta superfood

La placenta non è da mangiare! Eppure c'è chi lo fa

Sull'onda dell’esempio di Star come Kim Kardashian, Jan Jones, Mayim Bialik e anche l'italiana Claudia Galanti è scoppiata la mania di mangiare la placenta, perché ritenuta un superfood. Ma gli esperti mettono in guardia dai rischi, anche seri, per la salute

Mangiare la placenta
Mangiare la placenta Shutterstock

STATI UNITI – Che ogni tanti i Vip o i personaggi dello spettacolo s’inventino qualcosa di strambo per non si sa quale motivo è ormai risaputo. Si va così dalle diete più strane o improbabili, al non lavarsi e chi più ne ha più ne metta. Ora è scoppiata la moda, tanto assurda quanto pericolosa, di mangiarsi la placenta. La mania pare sia stata trasmessa da personaggi come Kim Kardashian, Jan Jones, Mayim Bialik e anche l’italiana Claudia Galanti. L’idea è che la placenta sia una specie di superfood, con proprietà ricostituenti e di bellezza, specie dopo il parto. Ma secondo gli esperti, che hanno pubblicato un articolo sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, il mangiarsi la placenta è altamente sconsigliato. Non solo perché non servirebbe a nulla, ma perché si rischiano gravi infezioni – come è già capitato.

C’è chi invece ci crede
Secondo i sostenitori della ‘dieta’ placenta, o placentofagia (placentophagy in inglese), mangiarla farebbe bene all’organismo dandogli maggiore energia, fornendo Sali minerali come il ferro e proteggendo perfino dalla depressione post partum, come una sorta di panacea per tutti i mali. Il merito sarebbe delle sostanze nutritive contenute nel tessuto espulso dopo il parto. Dietro a questa pratica, dopo il fai da te, come sempre accade qualcuno ha fiutato il business tanto che sono iniziate a uscire sul mercato delle pillole a base di placenta.

Nessuna evidenza e pericolo infezioni
La moda del mangiare la placenta sarebbe dunque soltanto questa perché, sottolineano i ricercatori, non c’è alcuna base scientifica a supporto dell’idea che faccia bene. Anzi, c’è il serio rischio di contrarre qualche infezione o, peggio, trasmetterla al neonato quando si allatta. Già una meta-analisi condotta nel 2015 condotta da ricercatori della Northwestern Medicine guidati dalla dott.ssa Cynthia Coyle aveva dimostrato che non vi sono evidenze che la placentofagia serva a qualcosa.

I mammiferi lo fanno
Chi pratica la placentofagia sostiene che i mammiferi lo fanno. Ed è vero. Ma se è pur vero che alcuni animali lo fanno, questo non significa che lo debbano fare anche gli essere umani. Nei dieci studi analizzati dal team di ricercatori si è scoperto che mangiare la placente è un imperativo biologico nei mammiferi non umani. Per esempio si è scoperto che nei ratti e nei topi questa pratica ha dei benefici come la regolazione ormonale e il sollievo dal dolore. Ma la stessa cosa non si può dire per gli esseri umani. La stessa cosa è accaduta con uno studio in doppio cieco e controllato con placebo condotto su 23 partecipanti, dove si è scoperto che la reputazione della placenta come eccellente fonte di ferro è notevolmente esagerata. Chi aveva assunto la placenta non mostrava di avere livelli di ferro superiori a quelli del gruppo placebo. Ma, allo stesso modo dell’effetto placebo, pare che chi pratica questa dieta abbia riferito dei benefici a livello dell’umore e sull’energia fisica. Tuttavia, come accennato, nessuno di questi effetti è mai stato dimostrato negli studi clinici.

La placenta è un prodotto di scarto
Il dottor Alex Farr, dell’Università di Medicina di Vienna e autore del documento insieme a un team della Weill Cornell Medical University ha detto che «la placenta è un prodotto di scarto», aggiungendo che «le sostanze nutritive presunte come il ferro, il selenio e lo zinco non sono presenti in concentrazioni sufficienti nella placenta. Tuttavia, durante la gravidanza, nella placenta sono state riscontrate concentrazioni elevate di metalli pesanti». Tra questi sono stati rinvenuti arsenico, cadmio, cobalto, rame, ferro, piombo, manganese, mercurio, molibdeno, rubidio, selenio, stronzio, uranio e zinco.

Un caso d’infezione segnalato
Dietro alla moda del mangiare la placenta, dal CDC Usa arriva la segnalazione di un caso di infezione trasmessa a un neonato da una mamma che aveva assunto pillole a base di placenta. Il piccolo avrebbe contratto più infezioni del sangue da Streptococcus agalactiae a causa delle pillole. Questo tipo di infezione può anche essere pericoloso per la vita. Qualcuno ha così iniziato a mettere sull’avviso dal prendere le distanze da questa moda, che può avere risvolti pericolosi più che benefici. Anche perché non si sa bene come siano prodotte le pillole e quali siano i criteri di controllo sulla qualità. Infine, il dottor Farr ha definito questa pratica una sorta di cannibalismo, dato che la placenta è geneticamente parte del bambino. L’articolo completo è stato pubblicato online.