23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Malattie respiratorie

Il decalogo per la prevenzione delle malattie respiratorie per tutti gli under 6

Aumentano in modo preoccupante i contati per le infezioni respiratorie nei bambini, specie nei mesi freddi. La bronchiolite è la più grave ed è la principale causa di ricovero in ospedale

Bronchiolite e malattie infettive respiratorie
Bronchiolite e malattie infettive respiratorie Shutterstock

NAPOLI – Arriva la stagione fredda e, con essa, puntualmente arrivano anche le infezioni respiratorie. Già a partire da questo periodo e per tutto l’inverno aumenta in modo esponenziale il numero delle infezioni respiratorie infantili. Secondo i dati in possesso, si calcola che ogni anno circa il 30% dei bambini italiani, in età prescolare, siano colpiti da polmoniti, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti. Tra tutte le infezioni respiratorie, la più grave è la bronchiolite di origine virale che attacca le piccole vie aeree fino a ostruirle. E’ anche la principale causa di ricovero in ospedale per i neonati nel primo anno di vita. Le conseguenze della malattia sono diverse e si va dal semplice raffreddore fino a serie complicanze che possono portare anche al ricovero in terapia intensiva. Per questo la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), in occasione del suo XXI Congresso Nazionale conclusosi ieri a Napoli, ha deciso di fornire ai genitori un decalogo della prevenzione.

Il decalogo per la prevenzione
Ecco le regole dei pneumologi pediatri per evitare le infezioni respiratorie autunnali-invernali:
1. Lavarsi sempre bene le mani prima di toccare un bimbo: questo vale soprattutto per i fratellini perché, nella maggioranza dei casi, sono loro a trasmettere i virus e altri agenti patogeni
2. Se il bimbo ha meno di sei mesi non lasciarlo mai nella stessa stanza con chi soffre di raffreddore o influenza
3. Evitare il più possibile che il bambino scambi con altri oggetti che possono trasferire germi (per esempio cucchiai, tazze, cuscini o coperte)
4. Utilizzare preferibilmente fazzolettini monouso: devono sempre essere buttati nella spazzatura
5. Non fumare in casa e più in generale evitare che l’esposizione dei giovanissimi al fumo passivo
6. Non portare il neonato in strade molto trafficate. Se si abita vicino a zone ad alta densità di traffico è preferibile arieggiare la casa nelle ore non di punta
7. Mantenere una buona igiene domestica senza però utilizzare eccessivamente spray o deodoranti. Aumentano il rischio di inquinamento in door
8. Vaccinare sempre il neonato: grazie all’antinfluenzale è possibile ridurre il rischio d’infezioni
9. Rivolgersi tempestivamente ad un pediatra: se i sintomi persistono è meglio non perdere tempo
10. Seguire sempre e solo i consigli del proprio medico, no ai rimedi «fai da te»

Il rischio di sviluppare una forma grave
«Come per le altre infezioni anche la bronchiolite è nell’80% dei casi di origine virale – spiega il prof. Renato Cutrera, Presidente Nazionale SIMRI e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma – Esistono alcuni bambini che sono particolarmente a rischio di svilupparne una forma grave. I più esposti sono i bimbi nati prematuramente, gli immunodepressi, quelli afflitti da malformazioni polmonari o da patologie neuromuscolari che necessitano di ossigenoterapia e i neonati con sindrome di down. Per questi pazienti esiste una profilassi con un anticorpo monoclonale che si è dimostrata particolarmente efficace nel prevenire la patologia. Viene somministrata per via intramuscolare una volta al mese nel periodo più freddo dell’anno, di solito tra novembre e marzo».

Chi può accedere alle cure
Di recente l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha deliberato chi può accedere alla cura ma non ha incluso tutti i bambini. «Per esempio sono stati momentaneamente esentati quelli afflitti da malattie polmonari – sottolinea il prof. Giorgio Piacentini Presidente Eletto SIMRI e Responsabile della Broncopneumologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – La SIMRI sta perciò cercando di ottenere un incontro con l’Agenzia per sollecitare le istituzioni sanitarie ad aumentare la platea dei beneficiari della terapia. La stagione fredda è ormai alle porte e quindi non c’è più tempo da perdere».