19 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Interferone beta e uova di pollo

Scienziati creano uova di pollo modificate che combattono cancro e sclerosi multipla

Alcuni scienziati giapponesi sono riusciti a far produrre alle galline uova modificate che contengono sostanze naturali in grado di bloccare il cancro che ora vengono usate in terapia

Uova all'interferone beta
Uova all'interferone beta Shutterstock

TOKYO - Una ricerca giapponese potrebbe cambiare completamente il nostro modo di concepire malattia mortali come o gravi come il cancro e la sclerosi multipla. Alcuni scienziati sono infatti riusciti a dare origine a galline modificate geneticamente che nelle loro uova contengono un vero e proprio farmaco. A costi limitati e, probabilmente, senza effetti collaterali.

Costi ridotti
L’idea degli scienziati giapponesi è nata dal fatto che ci sono alcuni farmaci, come l’interferone beta che sono sì, efficaci nel contrastare gravi malattie, ma che hanno un prezzo decisamente elevato. Si pensi solo che pochi milligrammi di tale sostanza ha un prezzo che supera gli ottocento dollari. Con lo stratagemma ideato dai ricercatori, invece, si avrebbero a disposizione uova provenienti da galline modificate geneticamente che producono naturalmente il farmaco. Questo comporta un abbattimento totale dei costi e minor rischi di effetti collaterali.

Cos’è l’interferone beta?
Gli interferoni (IFN) fanno parte di una famiglia di proteine prodotte dai globuli bianchi e da cellule tissutali in risposta alla presenza di agenti esterni. Tra questi tumori, virus, batteri e parassiti. Si tratta, in sostanza, di citochine appartenenti alla classe delle glicoproteine. Gli interferoni hanno la capacità di legarsi alle membrane cellulari stimolando la produzione di enzimi antivirali. In questo modo, la cellula attivata dall’interferone produce enzimi che impediscono la replicazione del patogeno. D’altro canto un effetto simile può verificarsi anche in presenza di cellule tumorali. Recentemente si è scoperto che l’aggiunta di interferone beta al classico trattamento con Fluorouracile (un agente chemioterapico) è in grado di prolungare la sopravvivenza del paziente affetto da cancro del colon. L’interferone beta viene utilizzato anche per trattare l’epatite e la sclerosi multipla.

Interferone beta naturale
I ricercatori del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST) di Kansai sono riusciti a introdurre nelle galline alcuni geni che producono interferone beta nelle cellule, queste sono precursori dello sperma di pollo. Tali cellule sono stati poi utilizzate per fertilizzare le uova e creare galline che ereditano tali geni. Il risultato è avere a disposizione volatili in grado di produrre uova che contengono interferone.

Farmaco-uova
Le uova-farmaco verranno poi vendute alle aziende farmaceutiche in maniera da poter abbattere i costi di produzione dell’interferone beta e utilizzarle come materiale di ricerca. Secondo alcune stime il prezzo del farmaco potrebbe arrivare al 10% di quello attuale. Tuttavia i regolamenti in Giappone sono particolarmente rigorosi, per cui ci vorrà del tempo prima che tutto questo diventi realtà.