15 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Zanzare tigre e virus nel Lazio

Nuovo caso di Chikungunya a Latina, una donna ricoverata. Sospese le donazioni

Le zanzare tigre non si fermano e continuano a mietere vittime. Un nuovo caso di Chikungunya è stato segnalato a Latina, dove una donna è stata ricoverata in ospedale. A Roma e nel Lazio, sospese le donazioni di sangue. Il sindaco di Latina prepara la disinfestazione

Zanzara tigre
Zanzara tigre Shutterstock

LATINA – Ancora un nuovo caso di Chikungunya nel Lazio. Questa volta al confine con la Campania, nella città di Latina. Secondo quanto riferito da fonti locali la Asl di Latina avrebbe accertato un caso di Chikungunya in una donna, che è stata ricoverata all’ospedale Goretti con i sintomi di una forte influenza. Tuttavia, si è poi scoperto che era portatrice dell’infezione trasmessa dalla zanzara tigre che, in questi tempi ha portato alla ribalta un virus che in Italia era ancora poco conosciuto. Dopo l’accertamento del caso, avvenuto ieri, l’Azienda Sanitaria Locale ha avvertito l’Amministrazione comunale che, nelle vesti del sindaco, ha assicurato che verrà avviata la bonifica e la disinfestazione straordinaria nell’abitazione in è residente la paziente, nei pressi di questa e nel luogo dove lavora.

Al via la procedura
Per mezzo del dirigente del Servizio Ambiente, Sergio Cappucci, il Comune con il coordinamento della Asl si è attivato per dare incarico a una società di servizi che si occupa delle disinfestazioni di applicare il protocollo previsto dal Ministero della Salute e dagli altri organi sanitari. «Ieri – riporta una nota del Comune – è stata ricevuta formalmente la comunicazione dalla Asl inerente il caso di infezione. In mattinata è stata allertata la società di servizi incaricata dal Comune che, per applicare correttamente il protocollo previsto dal Ministero e dagli Organi preposti, sta predisponendo un piano di intervento. Oggi 14 settembre l’intervento sarà autorizzato dal Servizio Ambiente, Igiene e Sanità dando luogo a tutte le operazioni necessarie per contrastare il problema». Per cui i cittadini di Latina dovrebbe essere tranquilli.

Stop alle donazioni
Come altresì previsto dalle normative, dopo l’omologo caso ad Anzio e Roma, sono state sospese le donazioni di sangue.

Il virus chikungunya
La chikungunya è una malattia virale contraddistinta da febbre acuta. Si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette. La prima epidemia nota è stata segnalata in Tanzania e descritta nel 1952, anche se già nel 1779 era stata descritta in Indonesia un’epidemia probabilmente attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.

Così come riportato dall’ISS, Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata "zanzara tigre", che è anche presente nei centri abitati del nostro paese.

Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa "ciò che curva" o "contorce"), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche.

Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.

(Fonte: Istituto superiore di Sanità)