20 luglio 2024
Aggiornato 00:00
Donna muore al Cervello

Donna muore in ospedale. I parenti distruggono il reparto

Una donna di 58 anni muore dopo essere stata sottoposta a rianimazione. Ma i familiari ritengono che la morte sia stata causata dai medici. Reagiscono alla notizia distruggendo il reparto

Donna muore al Cervello di Palermo e i familiari distruggono il reparto
Donna muore al Cervello di Palermo e i familiari distruggono il reparto Foto: Shutterstock

Una storia come tante di quelle che si vedono nel sud Italia – e non solo. Per nessuno di noi è facile accettare la morte di una persona a noi cara. Ma ciò non significa che la responsabilità sia sempre dei medici. Ci sono momenti in cui salvare una vita è impossibile. Neppure se si hanno a disposizione competenza e piena padronanza della medicina. Eppure, il 29 agosto, all’ospedale di Palermo è accaduto un fatto sconcertante. Ecco tutti i dettagli.

Si sente male durante la terapia
Una donna di 58 anni era stata ricoverata all’ospedale «Cervello» di Palermo da venerdì 25 agosto. Soffriva di problemi cardiologici abbastanza rilevanti e, in più, era anche in trattamento con dialisi. La sua situazione, quindi, non era delle migliori già in partenza. Ma mentre le stanno eseguendo la terapia la paziente comincia a sentirsi male.

La corsa al reparto cardiologia
La donna accusa un malore e il personale medico se ne accorge immediatamente. Tant’è vero che i medici corrono all’unità coronarica del reparto cardiologia. Viene sottoposta immediatamente a un piccolo intervento per poter continuare terapia e dialisi. Ma qualcosa non va come dovrebbe e la situazione precipita: la donna muore martedì 29 agosto. E i familiari non prendono affatto bene la notizia. Non solo inveiscono contro i dottori, ma distruggono letteralmente un intero reparto.

La ricostruzione dell’episodio
Sconcertati dell’accaduto, i medici del reparto comunicano alle forze dell’ordine la loro versione dei fatti: «Durante la dialisi sono sorte complicazioni cardiache che hanno richiesto il trasferimento a Cardiologia, all’unità terapia intensiva coronarica. La paziente è stata assistita immediatamente, le è stato subito impiantato un pacemaker temporaneo e ha continuato a fare la dialisi nel reparto. La donna è stata monitorata costantemente con la massima professionalità da parte dei medici del reparto. Mercoledì la situazione è peggiorata. Tre medici cardiologi l’hanno assistita e per più di un’ora hanno effettuato un intervento di rianimazione, terminato il quale non si è potuto fare altro che constatarne il decesso. Tutta l’assistenza alla paziente è stata eseguita nel più pieno e scrupoloso rispetto delle procedure e con estrema professionalità da parte dei medici del reparto». Il personale, inoltre, fa presente che non si tratta del primo caso di questo genere. Capita con molta – troppa – frequenza che i parenti delle vittime inveiscano contro dei poveri medici. «Un clima invivibile», sostengono, «non è il primo episodio di questo genere, ma non era mai successo all’interno di un reparto».

L’intervento della polizia
Quando i familiari sono stati avvisati della morte della donna, la loro reazione non è stata delle migliori. A loro detta la responsabilità è totalmente dei medici, non a caso hanno praticamente ribaltato l’intero reparto. Alla vista di tanta rabbia e violenza, il personale sanitario si è visto costretto a chiamare la polizia. Affinché tutto tornasse allo stato di normalità sono dovute intervenire ben tre pattuglie.

La denuncia
I familiari, nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, attribuiscono l’intera responsabilità al personale medico. A tal punto che hanno presentato una denuncia alla polizia. Ma, ironia della sorte, lo stesso distretto ha ricevuto anche una denuncia dell’ospedale contro i familiari per aver subito danni al reparto.