Uova con Fipronil

Scandalo uova contaminate con Fipronil. Interviene il Codacons

Il Belgio accusa l’Olanda (che smentisce) di essere a conoscenza del problema dal 2016. Ma i controlli continuano: i paesi Bassi hanno esportato in Italia milioni di uova. Il Codacons interviene richiamando Ministero della Salute e Nas. Come difendersi.

Uova contaminate da Fipronil
Uova contaminate da Fipronil (LightField Studios | Shutterstock)

Lo scandalo sulle uova contaminate continua. A quanta pare un paese accusa l’altro e non riesce ancora bene a capire l’origine di questa iniziativa volta a provocare seri danni alla salute. Questa volta è il Belgio ad accusare l’Olanda di aver utilizzato arbitrariamente un pericoloso insetticida negli allevamenti di polli. Negli ultimi giorni sono state già ritirate dal commercio milioni di uova. L’Italia, per fortuna, pare non essere stata coinvolta in questa triste vicenda. Ma i controlli si sono intensificati.

Colpa del Fipronil
Le uova conterrebbero una sostanza altamente tossica chiamata Fipronil o fluocianobenpirazolo. Si tratta di un insetticida ad ampio spettro con conseguenze abbastanza rilevanti sul sistema nervoso dell’insetto: i suoi muscoli e i nervi si iper-eccitano a tal punto da provocarne la morte. È una sostanza particolarmente nota nelle persone che possiedono un amico a quattro zampe: infatti è l’ingrediente principale di alcuni antipulci come il famoso Advantix.

Una situazione allarmante
L’emergenza uova non riguarda, purtroppo, solo i Paesi Bassi ma ha coinvolto con certezza anche alcuni paesi europei come la Germania che ha prontamente ritirato dai supermercati milioni di uova infettate. Secondo Christian Meyer, ministro dell'agricoltura della Bassa Sassonia, il paese potrebbe aver distribuito circa dieci milioni di prodotti contaminati. Per fortuna in altre nazioni come la Francia e il Regno Unito le quantità dovrebbero essere più contenute.

La colpa è di chi non ha parlato
Come sempre accade si arriva a situazioni di questo genere perché troppa gente non parla quando invece sarebbe tenuta a farlo. Da alcune indagini è infatti emerso che l’Olanda avesse già trovato tracce di Fipronil nel 2016. Peccato, però, che l’Unione Europea non ne sapesse niente. D’altro canto il Belgio non appena si è reso conto del problema Fipronil ha prontamente messo al corrente la Commissione Europea. Ma non solo: ha anche richiesto alcune precisazioni all’Olanda cercando di capire il motivo per cui nessuno era stato avvisato a tempo debito. Ma la Nvwa, l'agenzia per la sicurezza alimentare olandese, nega di essere stata a conoscenza del pericolo nei mesi precedenti. A questo punto spetta alla Commissione Europea scegliere se aprire o meno una procedura contro Belgio o Olanda per aver informato troppo tardi l’u.e mettendo a serio rischio la salute dei cittadini.

I rischi per la salute
La Food Safety Agency britannica cerca di non creare allarmismi, addolcendo un po’ l’amara pillola: «Le quantità sono modeste, i rischi per la salute pubblica molto bassi – si legge in una nota - e tutti i prodotti sospetti sono stati ritirati dal mercato. I consumatori possono stare tranquilli».

Come sono finiti gli insetticidi in un allevamento di polli?
Le indagini sono ancora in corso ma pare che un’azienda fiamminga sia riuscita a fornirlo in maniera totalmente illegale a un’azienda Olandese priva di scrupoli. Azienda che, si spera, verrà obbligatoriamente fatta chiudere al più presto. D’altro canto in Olanda alti 150 allevamenti sono stati fatti chiudere in via cautelativa. Ricordiamo, infatti, che questo genere di insetticida è consentito solo su alcune coltivazioni e per tempi ridottissimi.

La situazione in Italia
La situazione in Italia non è ancora chiarissima. In realtà in quest’anno sono arrivate ben 578 tonnellate di uova provenienti dai Paesi Bassi. Ma secondo il ministero della Salute le partite contaminate non sono giunte fino alla nostra penisola. D’altro canto la Coldiretti ritiene sia necessario fare ulteriori controlli «Con gli italiani che consumano circa 215 uova a testa all'anno è importante fare chiarezza e garantire qualità e sicurezza di quelle presenti sul mercato nazionale».

Le nostre uova
In realtà è assurdo che si rischi di consumare uova contaminate proveniente da altri paesi, quando già in Italia si producono quantitativi enormi di uova. La nostra penisola, infatti, secondo la Coldiretti è autosufficiente per quanto riguarda produzione e relativo consumo: nel produce quasi 13 miliardi l’anno. Come sempre, se ci si affida all’acquisto a «chilometro 0» queste situazioni non si verificano o, comunque, sarebbero decisamente più contenute.

Interviene il Codacons
Il Codacons, dopo l’ennesimo scandalo alimentare che mette a rischio la salute dei cittadini interviene chiedendo che Ministero della salute e Nas si attivino da subito per accertare che uova contaminate dal fipronil non siano finite sulle tavole degli italiani, nemmeno attraverso prodotti trasformati. «Le istituzioni hanno assicurato che non risultano distribuite in Italia le uova contaminate con fipronil, ma il Ministero può affermare con altrettanta sicurezza che le uova all’insetticida non siano state utilizzate per prodotti lavorati venduti nel nostro paese? – si domanda il presidente Carlo Rienzi – Oggi non esiste la possibilità di conoscere l’origine delle uova usate per i prodotti derivati come pasta, biscotti, dolci, maionese, salse, panini dolci, ecc. In tal senso il Ministero deve disporre, attraverso i Nas, controlli capillari sul territorio, verificando l’assenza del fipronil nei prodotti alimentari trasformati e bloccando l’ingresso in Italia di alimenti che potrebbero essere stati realizzati con uova a rischio». Per difendersi, al momento, i consumatori possono farlo acquistando uova italiane. Per esserne certi è importante leggere bene l'etichetta che riporta la sigla del Paese dove sono state prodotte le uova.