Rischio tumori

Bello il divano, peccato che emetta sostanze cancerogene

Molti divani su cui amiamo sdraiarci ogni giorno possono essere nocivi, a causa di alcune sostanze di cui sono impregnati. Sostanze ritenute cancerogene

Il divano emette sostanze cancerogene
Il divano emette sostanze cancerogene (Dean Drobot | Shutterstock)

Per aumentare la sicurezza di certi arredamenti i costruttori li impregnano di sostanze ignifughe. Questo probabilmente ci proteggerà dal fuoco ma, secondo gli scienziati della Duke University in North Carolina (Usa), questo potrebbe invece danneggiarci a livello della tiroide, arrivando fino a provocarne il cancro.

L’imputato
A essere sotto accusa sarebbe una sostanza chimica nota come ‘Deca-BDE’ (o Decabromodiphenyl ether, in italiano decabromodifeniletere), che è sostanzialmente un ritardante di fiamma che viene spruzzato sul tessuto e sui mobili. Questa sostanza, come molti altri ritardanti di fiamma, è ritenuta legata al 74% del picco di casi di cancro mortale registrati negli ultimi dieci anni.

Sempre in casa
«Le sostanze chimiche vengono rilasciate come la polvere di casa ed entrano i nostri corpi, nel nostro cibo e nelle mani, con i più alti livelli trovati nei bambini», spiega la dott.ssa Heather Stapleton che, con il suo team ha scoperto che le persone con cancro esaminate presentavano una più alta esposizione al Deca-BDE. Oltre a ciò, i ricercatori hanno trovato un legame tra difetti cognitivi nei bambini che erano stati esposti alla sostanza chimica durante la gravidanza o prima dell’età di quattro anni. Queste sostanze «stanno causando migliaia di tumori e altre malattie, di cui i bambini sono particolarmente vulnerabili», ha aggiunto Stapleton.

Rifiuti speciali
Il problema dei ritardanti di fiamma è che una volta che impregnano i materiali fanno diventare i vari prodotti dei rifiuti speciali e pericolosi, che andrebbero trattati come tali, sottolinea la ricercatrice. Anche se certe sostanze venissero bandite, questi mobili e altri prodotti – che non sono riciclabili – dovrebbero essere distrutti in inceneritori ad alta temperatura e a tenuta stagna e con appositi filtri che impediscano la fuoriuscita di vapori tossici. Insomma, c’è poco da stare tranquilli e sdraiati sul nostro caro divano.