21 maggio 2024
Aggiornato 05:30
Bambini in pericolo

Genitori curano l’otite con l’omeopatia. Il bimbo ora è in coma

Curano l’otite del figlio di 7 anni con l’omeopatia. Anche se stava male da due settimane, niente farmaci per il piccolo. L’infezione peggiora, e il pus arriva al cervello. Ora è in coma

L'otite si cura facilmente con l'antibiotico
L'otite si cura facilmente con l'antibiotico Foto: Shutterstock

CAGLI – Un bimbo di sette anni è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale pediatrico ‘Salesi’ di Ancona. Stando alla ricostruzione dei fatti, il piccolo, affetto da una otite, sarebbe stato curato con medicinali omeopatici prescritti pare da un medico omeopata, interpellato dai genitori.

Quel mal d’orecchi
L’otite è una condizione piuttosto comune tra i bambini. Di solito il pediatra prescrive una cura a base di antibiotici, nel caso vi sia un’infezione. Ma, al bimbo di Cagli, un medico omeopata (e non la sua pediatra) avrebbe pensato di ‘curarla’ con dei rimedi omeopatici. Solo che contro i batteri ci vogliono dei rimedi antibatterici, altrimenti si rischia che l’infezione si espanda e vada fuori controllo. E così pare sia appunto stato, tanto che dopo 15 giorni di dolore, il piccolo è caduto in coma a causa del pus che si è introdotto nel cervello.

Non rispondeva più
Dopo due settimane di ‘cure alternative’ il bimbo è nettamente peggiorato, anziché migliorare. L’altro ieri sera, i genitori si sono accorti che forse qualcosa non andava, visto che il figlioletto non rispondeva più. Allora la corsa all’ospedale di Urbino dove i medici, dopo averlo sottoposto a una TAC hanno scoperto che il pus si era introdotto nel cervello causando diversi problemi, e intaccando l’equilibrio neurologico.

La corsa contro il tempo
Viste le gravissime condizioni, il bambino è stato portato d’urgenza all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. L’intervento d’urgenza per liberarlo dal pus e la contemporanea terapia antibiotica d’emergenza non hanno tuttavia sortito l’effetto sperato. Ora il piccolo è in coma e i medici, dopo aver fatto tutto il possibile, dichiarano che, a questo punto, «rimane solo la preghiera».

Basta l’antibiotico
Come hanno ribadito i medici dell’ospedale pediatrico, «l’otite si combatte con un semplice antibiotico». Tuttavia, quando il bambino è giunto in ospedale era troppo tardi e «il quadro clinico era pari a 3, quando 0 significa morte e 15 una buona condizione». In base a quanto appreso, il bimbo non era la prima volta che soffriva di otite, e i genitori l’avevano sempre curato con l’omeopatia che, pare, avesse sempre ‘funzionato’. Questa volta però le cose sono andate diversamente, e dopo 15 giorni di queste ‘cure’ per una grave otite bilaterale il bambino è arrivato allo stremo e la situazione era ormai disperata.

Non è stato il pediatra
La pediatra del piccolo prende nel frattempo le distanze, facendo sapere che non è stata lei a prescrivere i prodotti omeopatici né al bambino di Cagli né mai ad altri pazienti. Si dice inoltre molto dispiaciuta per l’accaduto. I medici che hanno visto il bambino ribadiscono che questa otite andava curata con un antibiotico comune, e che in pochi giorni sarebbe guarito. Invece…