31 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Alimentazione e salute

Amanti del caffè: fino a 4 tazzine al giorno potete stare tranquilli

Un nuovo studio suggerisce che bere fino a quattro tazze di caffè al giorno non presenterebbe alcun rischio per la salute

STATI UNITI – I ricercatori dell’International Life Sciences Institute (ILSI) North America hanno condotto uno studio revisionale, da cui hanno dedotto che bere fino a quattro tazze di caffè (o un contenuto pari a 400 mg di caffeina) non ha effetti avversi sulla salute. Buone notizie dunque per gli amanti del caffè.

Vale, ma non per tutti
In questa revisione sistematica, il dottor Eric Hentges e colleghi hanno esaminato oltre 740 studi sugli effetti della caffeina sull’essere umano. Gli studi sono stati pubblicati tra il 2001 e il 2015. Gli effetti della caffeina sono così stato trovati non avere effetti aversi se, come detto, viene assunta nella dose di 400 mg al giorno per gli adulti sani, che tuttavia scende a 300 mg nelle donne in gravidanza (circa tre tazze al giorno) e nella misura di 2.5 mg per chilo di peso in bambini e adolescenti. Oltre al caffè, la caffeina è contenuta in altre bevande come per esempio gli energy drink, che in una bottiglia o lattina da 250 ml ne contengono circa 80 mg.

Gli effetti tossici sotto la lente
La revisione ha inteso valutare i principali 5 effetti negativi attribuiti alla caffeina: tossicità acuta, effetti su ossa/calcio, cardiovascolari, sul comportamento, su riproduzione e sviluppo. I risultati, pubblicati sulla rivista Food and Chemical Toxicology, suggeriscono che fintanto che il limite di 400 mg non è violato non ci sarebbe bisogno di preoccuparsi per il consumo. «Questa revisione sistematica – ha commentato il dottor Hentges, principale autore dello studio – fornisce prove che favoriscono la nostra comprensione degli effetti della caffeina sulla salute umana. Siamo giunti alla conclusione che i livelli precedentemente definiti di assunzione di caffeina in un consumatore sano (400 mg) non sono stati associati con palesi effetti negativi».

Conflitto d’interessi
Lo studio è stato principalmente finanziato da ILSI, un’organizzazione non a scopo di lucro, ma ha anche ricevuto il contributo senza restrizioni della American Beverage Association (ABA) e dell’Associazione Nazionale Caffè (NCA).