20 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Salute

Ictus, è un enzima il «killer» che ostruisce la carotide

I ricercatori dell’università ‘La Sapienza’ di Roma ha fatto un’eccezionale scoperta che potrà dare una svolta alla prevenzione dell’ictus, un evento che colpisce ogni anno molte persone e che può rendere invalidi, quando non far morire

Scoperto un enzima che causa l'ictus
Scoperto un enzima che causa l'ictus Shutterstock

ROMA – Dietro all’ostruzione della carotide e all’ictus ci sarebbe un enzima. Questa l’eccezionale scoperta fatta dai ricercatori dell’università ‘La Sapienza’ di Roma coordinati dal dottor Francesco Violi. L’identificazione dell’enzima ‘killer’, potrebbe dare una svolta alla prevenzione dell’ictus e le sue drammatiche conseguenze.

L’enzima ‘killer’
L’équipe del dottor Violi, direttore della Prima Clinica medica del Policlinico Umberto I di Roma, ha identificato l’enzima responsabile dell’ictus, il cui nome è ‘Nox2’. L’ enzima ‘killer’ è quello che favorisce l’aterosclerosi (o arteriosclerosi) e di conseguenza l’eventuale occlusione dell’arteria carotide. Questa è la grande arteria che porta il sangue al cervello e che, se ostruita, causa l’ictus ischemico (o ischemia cerebrale) a causa del blocco del flusso sanguigno.

Lo studio
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla versione online della rivista dell’American Heart Association, Atherosclerosis Thrombosis Vascular Biology. La ricerca è stata condotta su un gruppo di pazienti con carenza ereditaria di attività dell’enzima Nox2 – una malattia molto rara che consta un caso su 1 milione di persone. «Su questi malati è stato dimostrato che lo spessore della carotide era minore rispetto a chi aveva una normale attività dell’enzima al centro della ricerca», spiega il dottor Violi. In tutto, la ricerca è durata 5 anni, e durante questo lasso di tempo gli studiosi hanno seguito i pazienti affetti dalla malattia granulomatosa cronica che attacca i bambini ed è caratterizzata da un deficit enzimatico completo. L’analisi è tuttavia stata estesa anche alle madri che, anche se non risultavano malate, presentavano un deficit parziale con un’attività del 50% di questo enzima. I dati utilizzati provenivano dai centri italiani che studiano la malattia.

Trovato anche nelle arterie
«Questo Nox2 era noto essere utile per difendersi dalle infezioni», sottolinea il ricercatore. L’enzima, che già si sapeva essere presente nei leucociti dove svolge un’azione battericida, è stato di recente trovato anche nelle arterie. «Io mi sono chiesto perché e, per tale motivo, ho studiato pazienti con deficit ereditario dell’enzima, cioè pazienti con malattia granulomatosa cronica. Questa malattia, che apparentemente non ha nulla a che vedere con l’arteriosclerosi, in quanto si complica con infezioni spesso letali, ci ha permesso di dimostrare che quando manca questo enzima le arterie si dilatano di più e la carotide è meno spessa rispetto ai soggetti sani».

Prevenire l’ictus
La scoperta della presenza e del ruolo che l’enzima Nox2 ha nelle arterie apre dunque la strada a un’azione preventiva nei confronti dell’ictus basata proprio sull’evitare l’occlusione della carotide. Tutto questo si potrà ottenere inibendo la Cox2, ipotizzano gli scienziati. I risultati dello studio italiano sono anche stati di recente confermati dai ricercatori dell’US NIH, l’agenzia del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti.