20 agosto 2019
Aggiornato 17:30
Salute in pericolo

Messo in vendita un farmaco che causa l’anoressia e può uccidere. Sotto inchiesta 7 funzionari del Ministero della Salute

Sono stati messi sotto inchiesta sette funzionari del Ministero della Salute per aver favorito la messa in commercio di un farmaco che provoca l’anoressia nelle persone. Nel mirino della Gdf la norefedrina, una sostanza vietata che può anche essere letale

Un farmaco provoca anoressia e altre lesioni gravi, tra cui la morte
Un farmaco provoca anoressia e altre lesioni gravi, tra cui la morte Shutterstock

ROMA – Un farmaco anoressizzante era in commercio, anche se doveva esserne vietata la vendita. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno riferito che per questo 7 funzionari del Ministero della Salute sarebbero ora sotto inchiesta: non avrebbero vigilato sul regime delle sostanze che provocano l’anoressia e il farmaco non era stato inserito nella tabella delle sostanze da bandire nei prodotti galenici.

Messe al bando
Le sostanze che causano l’anoressia sono state messe al bando dalla Food and Drugs Administration (FDA) da oltre vent’anni. In Italia, però, queste sostanze potevano essere acquistate in preparazione galenica, ovvero come prodotti preparati dal farmacista – nonostante resti il divieto.

L’inchiesta dopo un primo decesso
L’indagine che ha portato alla scoperta della Gdf e la messa sotto inchiesta degli alti funzionari del Ministero – con l’accusa di aver omesso i controlli – segue la morte di Luigi Marzulli, un uomo di 37 anni che era deceduto nel 2009 a causa di una dieta dimagrante promossa con l’uso di un farmaco vietato a base di fendimetrazina, che però era possibile trovare in alcune farmacie. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nel 2015 è stata interdetta anche la norefedrina (o fenilpropanolamina) che si utilizzava in sostituzione della sostanza che aveva provocato la morte del Marzulli.

Perché si utilizza ancora?
Una delle domande che si sono poste i militari della Guardia di Finanza è perché una sostanza come la norefedrina, che è stata proibita per legge, non sia stata inserita nella tabella delle sostanze da vietare nella preparazione di prodotti galenici.

Altre morti
I responsabili del Ministero sarebbero indagati anche per due fatti gravi, dovuti proprio alla presenza sul mercato della sostanza vietata. Il primo è la morte di una signora che, anch’essa, aveva seguito una dieta dimagrante coadiuvata dalla norefedrina. L’altro è il caso di un’altra donna che ha subìto lesioni gravissime, poiché nel 2014 è stata vittima di un ictus, sempre imputabile all’assunzione di norefedrina. Il marito della donna, insieme al padre di Luigi Marzulli, sta combattendo per ottenere giustizia e far bandire la sostanza dal commercio.