Sanità

Vaccini, tra bufale e allarmismi crolla la copertura nei bambini. Intanto in Emilia niente nido se non si è vaccinati

Confermati i pericolosi cali nelle vaccinazioni pediatriche. Il fronte del No al vaccino avanza e i genitori, forse confusi da bufale e allarmismi, evitano di far vaccinare i propri figli, con tutti i rischi che questo comporta. Intanto in Emilia Romagna non si va all’asilo nido se non si è stati vaccinati

Vaccini, il calo è ormai evidente
Vaccini, il calo è ormai evidente (Chompoo Suriyo | shutterstock.com)

ROMA – Il fronte del No ai vaccini avanza senza sosta, tanto che il paventato calo delle coperture vaccinali in Italia è ormai una realtà. Forse spinti dai dubbi e incertezze alimentati dalla disinformazione, le bufale e gli allarmismi, sono sempre più i genitori che non fanno vaccinare i propri figli.

Soprattutto le ‘obbligatorie’
A soffrire del calo delle vaccinazioni sono in particolare quelle ‘obbligatorie’: antidifterica, anti-polio, antitetanica, anti-epatite B, ma anche alcune di quelle raccomandate. Probabilmente a seguito dei numerosi casi di meningite in Toscana, le uniche coperture vaccinali che segnano un incremento del dato nazionale sono quelle per il pneumococco e il meningococco, rispettivamente del 1,5% e del 3,6%.

I numeri
In base ai dati in possesso dal Ministero della Salute, la copertura vaccinale per poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Haemophilus influenzae è attestata al 93,4%, segnando un calo rispetto al 94,7% del 2014, al 95,7% del 2013 e al 96,1% del 2012. Ad aver superato la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio sono solo 6 Regioni italiane, mentre altre 11 sono addirittura sotto il 94% di copertura. Sul fronte morbillo, nonostante le ultime raccomandazioni, si è assistito a un brusco calo, passando dal 90,4% del 2013 all’85,3% del 2015.

Niente vaccinazione, niente asilo nido
Intanto in Emilia-Romagna, negli asili nido potranno accedere solo i bambini vaccinati. Lo ha deciso una legge regionale che anticipa quelle che saranno le probabili decisioni anche di altre Regioni. La Toscana, per esempio, sta già proprio lavorando a una simile proposta, forse avanzata in seguito ai numerosi casi di Meningite. La legge regionale è stata approvata dalla Giunta guidata da Stefano Bonaccini. Il progetto prevede la riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, tra cui l’obbligo di somministrare ai minori le vaccinazioni antipolio, antidifterica, antitetanica e l’anti-epatite B.

Già polemiche
La decisione della Giunta dell’Emilia-Romagna ha già scatenato le polemiche. Hanno infatti votato contro il M5s (che non ha riservato le sue critiche), mentre la Lega Nord si è astenuta. Anche il Codacons si è espresso, e ha avanzato dubbi sulla costituzionalità della norma. Secondo il Codacons, se la legge «verrà messa in pratica, porterà a una raffica di denunce contro gli asili nido». Questi ultimi rischiano di essere denunciati per abuso d’atti d’ufficio e violenza privata. Ma il presidente Stefano Bonaccini è più che convinto della ‘bontà’ di questo provvedimento e ribadisce che «la nostra legge è a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi». Da parte sua, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha accolto con favore l’iniziativa dell’Emilia-Romagna, che ha così rimarcato come tutelare la salute pubblica sia «il nostro grande obiettivo. Dobbiamo dare ascolto alla scienza – ha dichiarato la Lorenzin – i vaccini rappresentano lo strumento più importante di prevenzione».