25 luglio 2021
Aggiornato 17:30
Assistenza

Prendiamo l’Alzheimer per mano. A Torino partono le azioni di sostegno per le famiglie dei malati di demenze

Grazie a un progetto di Infine Onlus, creato con Fondazione Specchio dei Tempi, fino a 30 famiglie torinesi che curano in casa un familiare affetto da Alzheimer o altra demenza potranno usufruire delle azioni di sostegno offerte dai volontari dell’associazione

TORINO - Malattie come l’Alzheimer e le altre demenze hanno un grande e grave impatto sociale. Tutto questo non solo perché ormai così diffuse e in rapido aumento, o per i costi elevati, ma anche per la pesante incidenza che hanno sulla vita dei familiari e di coloro che si prendono cura del malato. L’impatto è talmente drammatico che questi ultimi sono considerati vittime della malattia al pari dell’ammalato. A oggi, in Italia, l’impegno di cura e assistenza al malato di Alzheimer è principalmente familiare, e ricade in particolare sulle donne – spesso costrette a lasciare il lavoro e a ridurre il loro tenore di vita.

In pericolo la propria salute
Il familiare che si occupa del congiunto malato, in assenza di aiuto esterno (casa di riposo o la presenza a domicilio di un’assistente familiare o ‘badante’) è inoltre esposto a frequenti ripercussioni negative sul suo stato di salute: alti livelli di depressione, stress, burnout, ansia e senso d’isolamento. A risentirne sono anche le sue relazioni sociali, e a causa dell’impegno massiccio della cura, che non conosce pause, si ha una perdita di contatto con la rete amicale, sociale e perfino familiare.

Un progetto dedicato
Per ‘Fondazione Specchio dei Tempi’, Infine Onlus ha creato un progetto dedicato a incontrarne la missione specifica, basata sul sostegno di attività studiate per alleviare o migliorare le condizioni di vita dei singoli in difficoltà o vittime di gravi patologie o disgrazie. Partendo dalle esperienze maturate con il progetto ‘Prendiamo l’Alzheimer per mano’, Infine Onlus ha strutturato un potenziamento dell’offerta di servizi dedicati ai malati e alle loro famiglie: si tratta di portare un aiuto che il servizio sanitario non è in grado di offrire, per assicurare a chi cura un malato di demenza un supporto concreto nella gestione quotidiana della cura – un’attività particolarmente difficile e usurante, se non si ha la possibilità di alternare a essa momenti di riposo e rigenerazione personale.

Le azioni del progetto
Nel corso dei due anni previsti per la prima fase, avvalendosi della collaborazione di volontari appositamente selezionati e formati, Infine Onlus interviene nel sostegno di circa 30 famiglie (dalle 100 alle 200 persone). I volontari formati si occupano del sostegno e sollievo alle famiglie a casa e della creazione, intorno al malato e alla sua famiglia, di reti di assistenza informali basate sulla solidarietà e sullo scambio di aiuto. I familiari del malato (i caregiver) possono inoltre appoggiarsi ai gruppi di sostegno condotti da un neuropsicologo, dislocati sul territorio. Parallelamente, i malati possono accedere ai gruppi di stimolazione cognitiva condotti da un neuropsicologo nello stesso orario e luogo dei gruppi di sostegno dei familiari. A questa attività Infine Onlus affianca anche azioni rivolte alla cittadinanza, al fine di diffondere una corretta informazione e sensibilizzazione sulla malattia, sui suoi sintomi, sulle opzioni di diagnosi e cura. Le famiglie interessate possono rivolgersi direttamente a Infine Onlus per la valutazione del proprio caso di assistenza: info@infine.it.

Infine Onlus
E’ una Associazione nata nel 2014 che si pone come centro di competenza sul tema della morte, del lutto, della vecchiaia, della malattia invalidante e delle problematiche di medici e pazienti sul fine vita. I temi che sono propri degli studi di Marina Sozzi, presidente dell’Associazione, sulla visione sociale della morte, trovano oggi applicazione nelle attività di Infine Onlus dedicate: a) alla risocializzazione dei momenti ardui dell’esistenza che la nostra cultura relega nel silenzio e nella solitudine (lutto, malattia, separazione eccetera); b) al sostegno nelle problematiche dell’invecchiamento, che sono un argomento sempre più sentito nelle generazioni che ora si affacciano alla terza età, e in particolare ai malati di demenza e Alzheimer e ai loro familiari. Per maggiori info: Infine.it.