26 giugno 2019
Aggiornato 02:00
Nutrizione

Dieta vegana fuorilegge, carcere per i genitori che la impongono. La proposta di Forza Italia

Forza Italia presenta una proposta di legge per contrastare i genitori «radicalizzati» che impongano al proprio figlio la dieta vegana. La proposta prevede anche il carcere per chi viola la legge

ROMA – Dopo i vari casi di bambini ricoverati in gravi condizioni ospedale a causa di carenze nutrizionali imputabili a una dieta vegana o perché alimentati con solo ‘latte’ vegetale, arriva una proposta di legge presentata in Parlamento dalla deputata di Forza Italia Elvira Savino. Per i genitori «radicalizzati» che impongano un’alimentazione troppo restrittiva e priva di elementi nutritivi fondamentali per la salute e la crescita del bambino è previsto anche il carcere.

Se si è adulti
Quando la decisione tutta personale di seguire una dieta restrittiva come quella vegana (che esclude qualsiasi alimento di derivazione o origine animale) avviene per se stessi e si è maggiorenni nulla da ridire. Tuttavia le cose cambiano quando questo credo viene imposto a minori o neonati. Ed è proprio a seguito delle segnalazioni da parte delle associazioni dei pediatri, e dei casi saliti alla ribalta della cronaca che arriva la proposta di legge di Elvira Savino, deputata di FI. Sono tutti quei casi in cui si è accertata, anche in Tribunale, la necessità di intervenire per far sì che ai bambini coinvolti fosse ridata un’alimentazione equilibrata e adatta al delicato periodo di sviluppo psico-fisico e crescita.

Nulla da obiettare se…
«Ormai da anni – scrive la Savino nella premessa alla pdl – e in modo particolare nell’ultimo decennio, si è andata diffondendo in Italia la credenza che una dieta vegetariana, anche nella sua espressione più rigida della dieta vegana, apporti cospicui benefìci alla salute dell’individuo. Nulla v’è da obiettare, se chi sceglie questo stile alimentare è un adulto, consapevole e capace di auto determinarsi comprendendo le conseguenze delle proprie azioni e assumendone la responsabilità – prosegue la deputata di FI – Il problema sorge, tuttavia, quando a essere coinvolti sono i minori».

Un’imposizione
Il problema non è dunque la dieta in sé, ma un’eventuale imposizione a chi non può scegliere autonomamente. «Molte volte, infatti, soprattutto ai figli di genitori che seguono diete vegane o vegetariane, viene imposta a minori un’alimentazione che esclude categoricamente e imprudentemente alimenti di origine animale e loro derivati», aggiunge la Savino. La deputata ricorda come i medici e i pediatri facciano notare che per i bambini e anche gli adolescenti una dieta vegana può essere pericolosa perché «è carente di zinco, ferro tipo eme (contenuto in carne e pesce), vitamina D, vitamina B12 e omega-3», e perciò carente di molte di quelle sostanze necessarie per un corretto sviluppo, sia fisico che mentale.

Tutelare la salute dei figli
Ogni genitore dovrebbe essere orientato ad assicurare la salute per i propri figli. Dovrebbe essere un fatto naturale, e probabilmente lo è per la maggioranza. Anche la Costituzione Italiana prende in considerazione questo precetto, imponendo proprio ai genitori di mantenere i propri figli e a tutelarne la salute. Purtroppo non è sempre così, è la proposta di legge intende anche «stigmatizzare definitivamente le condotte alimentari incaute e pericolose imposte dai genitori, o da chi ne eserciti le funzioni, a danno dei minori di età». Per chi violasse questo dettame, la pdl introduce una «disposizione penale speciale», che prevede la modifica dell’articolo 572 del Codice Penale che punisca chiunque «impone o adotta nei confronti di un minore degli anni sedici, sottoposto alla sua responsabilità genitoriale o a lui affidato per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita sana ed equilibrata del minore stesso è punito con la reclusione fino a un anno».  Tuttavia, se da questo comportamento «deriva al minore una malattia o una lesione personale permanente, la pena è della reclusione da due anni e sei mesi a quattro anni». E se peggio ne consegue la morte del minore «la pena è della reclusione da quattro a sei anni». A tutto questo si aggiunge un anno di reclusione se la violazione è adottata nei confronti di bambini al di sotto dei tre anni d’età.