Buone news: il caffè fa bene alla salute (o quasi)
Uno studio revisionale ritiene che il caffè non si affatto dannoso per la salute come si sostiene. Anzi, un consumo moderato sembra apportare più benefici che rischi. Ma i pareri degli studi precedenti sembrano smentire tale tesi
Sembra che in questo periodo gli scienziati si stiano dando tanta pena per smentire i luoghi comuni e le vecchie credenze. Dopo la bella notizia del burro e la sua mancata associazione con malattie cardiovascolari, arriva quella del caffè. Non esistono prove sufficienti che possa essere deleterio per la salute; anzi la bevanda più consumata dagli italiani sembra essere addirittura benefica.
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Università statunitensi e australiane hanno dimostrato come non esista alcun rischio di malattie cardiovascolari legate al consumo di burro. Al contrario, diminuirebbe il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.
Più benefici che rischi
La notizia è di pochi giorni fa: i benefici del caffè supererebbero di gran lunga quelli degli eventuali rischi. A suggerirlo sono stati i ricercatori della dell'Ulster University (Regno Unito). Durante uno studio revisionale condotto su un totale di 1.277 volontari dal 1970 a oggi, è emerso che il consumo moderato di caffè non genera alcun effetto avverso sulla salute. il consumo moderato è stato stabilito nella dose media di 3-4 tazzine al giorno. A detta degli studiosi, non solo non causa danni ma può essere anche benefico per la salute.
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Rischi VS benefici
Più rischi o benefici, si sono chiesti i ricercatori? Durante la revisione è stato stilato un elenco dei potenziali benefici per la salute e i relativi rischi derivanti dal consumo di caffè. Tra questi vi erano l’aumentano rischio di mortalità, malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, problemi neurologici, malattie cardiovascolari e disturbi gastrointestinali. Dai risultati, pubblicati su Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety, è quindi emerso che i potenziali benefici superano di gran lunga i rischi per la salute.
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L’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha da poco pubblicato il proprio parere scientifico sulla sicurezza della caffeina. Nel rapporto si stima il quantitativo di consumo nei diversi tempi e modi per non rischiare la salute.
Altre buone notizie derivanti dall’uso del caffè
Questa non è l’unica ricerca che mette in evidenza i potenziali benefici del caffè. Uno studio condotto nel 2015, per esempio ritiene che possa ridurre i sintomi derivanti dalla sindrome da jet lag. L’azione psicoattiva della bevanda, infatti, sarebbe in grado di spostare indietro di 40 minuti le lancette del nostro orologio biologico. Ecco uno dei motivi per cui chi beve caffè la sera potrebbe far rimanere sveglio più a lungo. Lo studio in questione, pubblicato su Science Translational Medicine, e condotto in team dai ricercatori della University of Colorado Boulder (Usa) e del Medical Research Council’s Laboratory of Molecular Biology di Cambridge (Uk) ha mostrato che la caffeina assunta di sera altera il ritmo circadiano. Questo, spiegano i ricercatori, potrebbe essere un ottimo metodo per le persone che viaggiano verso Ovest, contrastando i sintomi da jet lag che vengono generati in seguito allo spostamento all’indietro delle lancette dell’orologio.
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Gli scienziati hanno scoperto che la caffeina influenza l’orologio biologico, spostando le lancette indietro di almeno 40 minuti. Un’azione psicoattiva che influisce sul sonno, ma che può anche essere utile per controllare il jet-lag.
Attenzione, però, all’attacco di cuore da caffè
Tra le buone notizie c’è sicuramente anche una che non vi piacerà affatto: il caffè può causare un attacco di cuore nelle persone che soffrono di ipertensione. A dare la notizia sono stati alcuni ricercatori italiani dell’Ospedale di San Daniele del Friuli a Udine. Lo studio è stata presentano a Londra alla scorsa riunione annuale della Società Europea di Cardiologia. Secondo quanto emerge dai loro studi, le persone che bevono caffè possono aumentare notevolmente il rischio di infarto in maniera direttamente proporzionale al consumo. In particolare chi ne beve almeno 3 al dì, vede il rischio aumentato di quattro volte. Chi è un po’ più moderato nel consumo – da una a tre tazze al giorno – lo aumenta ‘solo’ di tre volte. I ricercatori però ritengono che questo valga solo per chi ha già ipertensione o problemi cardiaci conclamati. I soggetti sani, quindi, sembra possano stare tranquilli. Ma i ricercatori ritengono che questo rischio caffeina/attacco cardiaco non debba essere ignorato. A questo punto viene da chiedersi quanto veramente possa essere sicuro il consumo di caffè, considerando che una ricerca smentisce l’altra. Probabilmente, come sempre, la verità sta nel mezzo, ed è l’abuso del caffè – così come di qualsiasi altro cibo o bevanda – a determinare l’aumentato rischio di effetti collaterali.