28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Società e malattie

«L’Aids è di moda», è bufera sulla campagna shock di Convivio

Franca Sozzani e Donatella Versace testimonial loro malgrado sui manifesti della campagna pubblicitaria di Convivio Milano, la mostra mercato biennale nata nel 1992 per volontà di Gianni Versace al fine di sostenere Anlaids Lombardia. Ma l'esperto di infezioni difende il claim

MILANO – Fa discutere e continuerà a farlo per un bel po’ di tempo la campagna pubblicitaria 2016 di Convivio Milano, la mostra mercato biennale nata nel 1992 per volontà di Gianni Versace al fine di sostenere Anlaids Lombardia. Con lo slogan ’’L’Aids è di moda’’ e le testimonial inconsapevoli Franca Sozzani direttrice di Vogue e la stilista Donatella Versace, l’evento passerà in qualche modo alla storia.

Agghiacciante
La campagna pubblicitaria che ha rubato i volti delle due note donne è stata definita duramente dalla stessa Donatella Versace: «Agghiacciante – ha commentato la Versace – tengo a far sapere di non aver mai dato l’approvazione a questa campagna». Ora le polemiche e le critiche stanno imperversando sui media e sui social. Ma Convivio ribatte che «L’Aids è di moda, purtroppo, con 4mila nuovi casi ogni anno e circa 120mila persone sieropositive, sei d’accordo?».

C’è chi invece si dice d’accordo
Controcorrente va invece il dott. Andrea Gori, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza, università degli Studi di Milano-Bicocca e membro del direttivo di Anlaids Lombardia. «L’Aids è di moda – spiega all’ADN Kronos – Lo è davvero, nel senso che non è qualcosa che appartiene al passato, bensì qualcosa di attuale, presente e irrisolto. L’HIV-Aids c’è, è fra noi ed è un problema che da medici ci preoccupa moltissimo».

Regna l’ignoranza
Secondo il dott. Gori, a tal riguardo regna l’ignoranza, specie tra i giovani – che sono anche i soggetti più a rischio. «Quando andiamo nelle scuole – sottolinea Gori – iniziamo sempre chiedendo ai ragazzi chi di loro ha mai parlato di HIV-Aids con i genitori, e alla domanda si alzano una o due mani su un centinaio di studenti presenti in sala. E nessuna mano si leva quando chiediamo se ne hanno parlato con un esperto». Questo vuoto di informazione, secondo lo specialista, nella società di oggi rischia di avere conseguenze devastanti.

La grande epidemia
Quella del virus dell’HIV e della conseguente Aids, è una delle più grandi epidemie a livello mondiale. «Il virus dell’Aids si è diffuso nel mondo – ricorda il dott. Gori – rappresentando la più grossa epidemia a livello globale, poiché negli anni ‘80 ci sono stati dei mutamenti sociali e comportamentali che hanno permesso e favorito una dimensione dei contagi tanto ampia». Ma le cose nel tempo sono cambiate di poco, e oggi l’Aids è e rimane una seria minaccia. «Anche oggi siamo di fronte a nuovi mutamenti – prosegue l’infettivologo – Il comportamento sessuale dei giovani, in particolare della popolazione eterosessuale, sta cambiando velocissimamente e assume caratteristiche di promiscuità per noi medici preoccupanti, proprio perché ci fanno rivedere alcune delle abitudini che in passato hanno portato la comunità gay a essere così tanto colpita». Il 95% delle nuove diagnosi di HIV – conclude l’esperto– oggi le abbiamo per via sessuale, ma mentre i giovani gay hanno delle informazioni, ci preoccupa moltissimo la più completa ignoranza della popolazione eterosessuale che non ha minimamente la percezione del rischio contagio». Ecco dunque perché, secondo l’esperto, l’Aids è davvero di moda, così come recita il claim di Convivio.

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