21 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Cardiologia

Dopo un infarto il cuore si ripara con un cerotto

Il cerotto bionico si presenta come una possibile alternativa al trapianto, specie dopo un infarto del miocardio o un’insufficienza cardiaca cronica. È composto di cellule cardiache, elettrodi e sensori, e può riparare il cuore

ISRAELE – I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno sviluppato un cerotto bionico che è in grado di riparare il cuore danneggiato da un infarto. Questo stesso cerotto si ritiene possa divenire un’alternativa al trapianto, partendo sempre dallo stesso principio di riparazione del muscolo cardiaco malato o danneggiato.

Come è fatto il cerotto
Il cerotto è stato sviluppato dal dott. Tal Dvir e colleghi dell’Università di Tel aviv, e la scoperta è stata riportata sulla rivista Nature Materials. Il dispositivo può essere comandato da remoto e in tempo reale. Questo permette di gestire direttamente il rilascio di farmaci o segnali che danno il via periodicamente alla rigenerazione del tessuto cardiaco danneggiato. Il cerotto è una combinazione di materiale biocompatibile con cellule cardiache che «battono», e che si integrano con il cuore su cui viene applicato. Una parte del dispositivo è composta da elettrodi ed elettrostimolatori. Questi permettono rispettivamente di captare aritmie o altre anomalie cardiache e, nel caso, permettere ai medici di rilasciare a comando i farmaci necessari.

In futuro farà tutto da sé
In futuro, i ricercatori pensano che il cerotto bionico possa diventare autonomo, e funzionare senza l’intervento esterno del medico. Un grande vantaggio sia per gli operatori sanitari che per il paziente. «Con questo cerotto cardiaco, abbiamo integrato elettronica e tessuto vivente. Sembra fantascienza ma è già realtà, e ci aspettiamo che questa invenzione consenta un enorme avanzamento della ricerca in campo cardiologico», conclude il dott. Dvir.