7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
E-cig sì o no? Continuano le polemiche

Sigarette elettroniche, 3 su 4 fanno possono rovinare i polmoni. «Non in Italia», secondo l’Anafe

Un nuovo studio dell’Università di Harvard sostiene che le sigarette elettroniche potrebbero essere dannose per i polmoni, a causa di una sostanza tossica. L’Anafe-Confindustria precisa però che i “liquidi italiani” non rientrano tra quelli sotto accusa

ROMA – Ancora polemiche sulle sigarette elettroniche o e-cig. Soprattutto dopo la notizia pubblicata dall’Ansa, in cui si riporta che il 75% delle sigarette elettroniche «aromatizzate» che si trovano in commercio può contenere una sostanza collegata alla bronchiolite ostruttiva, una grave malattia dei polmoni. Ma l’Anafe-Confindustria precisa che in Italia le cose stanno diversamente.

In allarme
I «fumatori» di e-cig potrebbero essere in allarme dopo lo studio condotto dall’Università di Harvard, e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives. I risultati infatti mostrano che su 51 tipi di sigarette elettroniche o di liquidi riempitivi testati, 3 su 4 potrebbero essere assai nocivi per i polmoni.

I test
I ricercatori hanno scelto le e-cig in base alla loro attrattività nei confronti dei più giovani. Dopo essere state collegate a un dispositivo che imitava l’aspirazione per otto secondi, l’analisi dei prodotti della combustione ha rivelato che 39 campioni su 51 contenevano diacetile. Questa sostanza è nota per essere tossica, e altresì associata alla grave malattia polmonare in chi ne sia esposto per un lungo periodo. Estendendo l’analisi ad altre sostanze tossiche, è stato trovato che almeno una di queste era presente in 47 dei 51 campioni.

Non in Italia
Quello che non viene detto nella notizia è che tra gli Stati Uniti e l’Europa (o, meglio, l’Italia) vi sono differenze nella legislazione e nei controlli: più permissivi oltreoceano. A tale proposito è una nota chiarificativa dell’Anafe-Confindustria, l’associazione che riunisce i produttori nazionali di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione. Nel comunicato si legge che «In riferimento allo studio realizzato dall’Università di Harvard, le analisi in questione riguardano liquidi per sigarette elettroniche prodotti fuori dall’Italia e dall’Unione Europea. I liquidi prodotti nel continente sono sottoposti a controlli e analisi stringenti, e in particolare quelli italiani non solo rispettano tutte le norme, ma presentano valori sul contenuto enormemente inferiori alle soglie massime previste dalle regole UE in vigore».
«ANAFE-Confindustria – si legge ancora nel comunicato – riaffermando il totale rispetto della normativa e degli standard riconosciuti e condivisi a livello italiano ed europeo, si dichiara altresì favorevole all’intensificazione dei controlli sui liquidi per sigarette elettroniche e sulle sostanze che li compongo prima della loro immissione nel mercato nazionale, a tutela dei consumatori che si sono affacciati con fiducia negli ultimi anni al mondo e-cig, e anche a tutela dei produttori nazionali e che operano in assoluta trasparenza e legalità». Insomma, a quanto pare sul fumo e il mondo che vi gira intorno vi è una nebbia costante che si spera, prima o poi, si diradi.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal