12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Procedura mininvasiva innovativa

Vescica neurogena, al Bambino Gesù il primo intervento riuscito in Europa

Una procedura mininvasiva innovativa per il trattamento della vescica neurogena è stata eseguita per la prima volta in Europa dai chirurghi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su un bambino di 12 anni.

ROMA - Una procedura mininvasiva innovativa per il trattamento della vescica neurogena è stata eseguita per la prima volta in Europa dai chirurghi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su un bambino di 12 anni. La vescica neurogena è una disfunzione del meccanismo di riempimento-svuotamento della vescica, che può essere presente in diverse condizioni patologiche quali la spina bifida, malformazioni e traumi del midollo, malattie rare e sindromi cromosomiche, paralisi cerebrali infantili.

IL BAMBINO GESU' E' UN OSPEDALE D'ECCELLENZA - Più in generale, i disturbi della minzione (che vanno dall'incontinenza alla ritenzione urinaria: e cioè all'incapacità della vescica di svuotarsi) sono una condizione patologica presente non solo negli adulti, ma anche in età pediatrica. I dati statistici riportano una incidenza media del 6% nei bambini sotto i 7 anni e del 3,5% in quelli di età compresa tra i 7 e i 18 anni. Le cause possono essere funzionali, malformative o neurologiche: come in questo caso. La spina bifida è la causa più frequente di vescica neurogena in età pediatrica con ogni anno 360 nuovi casi, che si vanno ad aggiungere alla popolazione esistente che può essere stimata in circa 6000 persone. Questo genere di intervento è sempre stato eseguito per via chirurgica tradizionale, cioè in modo invasivo e, di conseguenza, doloroso per il taglio chirurgico del bisturi di almeno 10 cm. Presso la struttura di Neuro-urologia del Bambino Gesù, recentemente questo intervento è stato effettuato con successo per la prima volta a livello europeo per via mininvasiva-laparoscopica, cioè attraverso 4 piccoli fori di pochi millimetri: il decorso post operatorio è stato rapido, privo di complicanze e di dolore e, a distanza di alcuni mesi, è confermata l'ottima riuscita dell'intervento.